Vasto, concerto dei GASPARAZZO il 19 febbraio

Venerdi 19 Febbraio ore 22.30 presso il Vico Degli Artisti di Vasto ci sarà il concerto dei GASPARAZZO con la presentazione del loro ultimo lavoro Mo Mo.

Mo’ Mo’, ovvero, “proprio adesso, ora”, praticamente un’istantanea. In queste due parole è raccolta l’essenza del sesto album in studio dei Gasparazzo, formazione con base tra Bologna e Reggio Emilia attiva dal 2003, che uscirà il 20 maggio per New Model Label.

Tutte le anime dei Gasparazzo convergono in questo lavoro: contaminazione, ironia, impegno e sogno. Rovesciala, brano nato come inno per i mondiali antirazzisti, apre il lavoro, seguita da Michelazzo, il brano più scanzonato del disco ispirato alla leggenda urbana di Michelazzo, personaggio mitico che “mangia, beve e…” che accomuna molte tradizioni popolari, dalla Sicilia alla bassa pianura padana.

Mo’ mo’ è invece l’anima mediterranea dei Gasparazzo, un’anima che ritorna in altri episodi come Impulsi nudi o Se i posacenere potessero parlare, scritta in collaborazione con Mezzafemmina. Un album di storie ma anche di musica e ricerca: la produzione è stata realizzata con la collaborazione di Massimo Tagliata, pianista, fisarmonicista e produttore.

Ci sono poi storie urbane, come Centopelle, ragazzo di strada che attraversa le epoche, ribelle e indomabile, descritto da Carlo Collodi nella raccolta Occhi e nasi o ancora Mimi e Fondaco, quasi una filastrocca, storia di una band in una cantina e dell’energia che sprigiona. Cristo è là è posta invece vicino alla chiusura: è un brano reggae dedicato a Federico Aldrovandi e il testo si basa sulle parole di Lino Aldrovandi in memoria del figlio assassinato.

Chi sono i Gasparazzo?

Il progetto Gasparazzo nasce nel 2003 come laboratorio sperimentale di rumori, suoni e canzoni. L’assetto rock, le elettroniche minimali e un animo popolare alimentano la macchina sonora. Senza schemi e precisi riferimenti musicali la band si trova a suonare in giro e rappresentare uno stile di vita libero, reattivo, aperto e “presente“.

Vince il primo premio “Augusto Daolio 2003“ a Reggio Emilia e il primo premio al “Festival delle arti 2005“ a Bologna. I contenuti testuali e le sonorità meticce del gruppo piacciono ad associazioni, enti, e movimenti che coinvolgono Gasparazzo in progetti di solidarietà, attivismo e recupero della memoria storica.

La band, oltre che in giro per l’Italia, suona in Albania, Costa D’ Avorio, Germania e Algeria. Nasce Rosso albero, un album sulla resistenza antifascista emiliana, poi Sabbia e libertàun dvd/libro che racconta del viaggio del quartetto nel deserto del Sahara a fianco dei musicisti e attivisti dei campi profughi Saharawi. Brani del gruppo vengono inseriti in compilation tedesche in seguito ai fragorosi concerti di Dachau, Monaco, Francoforte, Berlino. La ricerca musicale e umana porta al confronto con altre realtà artistiche e nascono collaborazioni col mondo del teatro, del documentario, del cortometraggio e dell’educazione. Musiche originali vengono composte per il documentario Perché le donne non fanno la guerra di Nannavecchia/Pecorari e spettacoli di De Carlo/Tesauri come Alfabeto ossessivo della memoria e dell’oblio oltre a numerosi cortometraggi. I laboratori di rumoristica e doppiaggio portati nelle scuole da alcuni componenti della band sono una vera particolarità.

L’esperienza extra-musicale e girovaga anima i contenuti dei testi mentre il gusto per la ricerca colora i suoni dei Gasparazzo che ha sempre lavorato di istinto evitando cliché stilistici. La passione per la festa e l’ energia scaldano le atmosfere che si possono respirare con Siesta cover di Bobby Solo tanto trasmessa da Caterpillar di Radio2. Il nome del gruppo è un tributo a Roberto Zamarin e al suo geniale fumetto pubblicato negli anni 70. Attualmente i Gasparazzo sono in tour per promuovere contemporaneamente due lavori, Esiste chi resiste, concept album acustico sulla Resistenza, che raccoglie il lavoro di oltre dieci anni di ricerca e Mo’ Mo’, album elettrico e meticcio.

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