Teramo, presentazione del libro ABBECEDARIO DEL BUON TERRESTRE il 13 dicembre

Domenica 13 dicembre, alle ore 17, presso il Centro Kairòs, in Via San Berardo a Teramo, si terrà la presentazione del libro ABBECEDARIO DEL BUON TERRESTRE di Mara Di Giammatteo (Ricerche&Redazioni Edizioni, 2015), un libro preziosissimo – per i contenuti e per il contenitore – in forma di albo illustrato per l’infanzia. Tavole bellissime, parole altrettanto, veste editoriale curatissima con copertina rigida e interni in carta naturale di pregio, interamente stampato in quadricromia… Dopo la presentazione, verrà inaugurata la mostra delle tavole originali contenute nel volume.

All’evento, insieme all’Autrice, interverranno Dimitri Bosi (bibliotecario), Mariarosa Dei Svaldi (operatrice culturale e interior designer), Cristiano Del Toro (architetto paesaggista), Catia Di Luigi (giornalista).

L’Abbecedario del Buon Terrestre è composto da lettere, parole e immagini che raccontano, sottoforma di elenco alfabetico illustrato, del significato di alcune delle parole più importanti che normalmente utilizziamo o che avevamo dimenticato e di cui conserviamo ancora il legame non solo semantico ma anche di suono e di humus della terra sulla quale viviamo. Sono le parole che vorremmo che i nostri figli non dimenticassero mai…

Racconta Mara nell’Introduzione al suo libro:

“Un giorno sognai che una tempesta di meteoriti creò un po’ di disordine nella vita quotidiana di questo mondo. Le strade si cancellarono, le memorie dei computer si smagnetizzarono e alcune tracce che segnavano spostamenti e modi di vita quotidiana si mischiarono tra loro, facendoci perdere l’orientamento, la comunicazione e il senso del nostro vivere quotidiano…

E poi ricordo anche, seppur in maniera sfocata, che gli abitanti del polo nord d’un tratto si ritrovarono seduti vicino agli abitanti delle risaie dell’est mentre gli abitanti di alcune città dell’ovest si ritrovarono con i pescatori dei mari del sud…

Subito mi domandai come avrei fatto per continuare a vivere, perché vivere ci era ancora stato concesso e quindi occorreva ripartire immediatamente con qualche cosa e in qualunque direzione, ma soprattutto ciò che mi spaventava maggiormente era come avrei fatto a comunicare con un mio simile se non avesse parlato la mia lingua.

Per questo mi sbrigai a sognare, subito dopo, che in quel caso, non potendo più utilizzare ne’ telefono ne’ computer, mi avrebbe sicuramente fatto comodo un buon libro, ma forse ancor meglio un bell’abbecedario, sopravvissuto alla tempesta e con tante parole buone che mi avrebbero aiutato.

E se per qualche altro infausto motivo quel libro lì non avessi potuto conservarlo, mi sarebbe bastato il suo ricordo, e poi avrei messo insieme le lettere che avrei ricordato.”.

All’interno del volume, troverete immagini che illustrano le parole che sono state donate da:

Andrea Pierdicca – Attore Narratore

Mario Rubini – Apicoltore

Roberto Penzo – Psicoterapeuta e Attore

Eleonora Magno – Dirigente Scolastico

Lydia Buchner – Operatrice Culturale Internazionale

MariaRosa Dei Svaldi – Operatrice Culturale Interior Designer

Giovanni Balzaretti – Narratore Regista Teatrale

Daniele Di Santo – Dottore Forestale

Giovanni Avolio – Attore

Donatella Ioannacci – Decoratrice

Gianni Di Centa – Sindaco Montorio al V.

Daniela Schiavoni – Stilista Moda

Stefania Silvestri – Membro G.A.S Oltrefrontiera Te

Serafino Quaranta – Orticoltore

Luisa Adina Adamson – Studentessa

Cristiano Del Toro – Architetto e Presidente Civiltà contadina

Paolo Enrico Archetti Maestri – Cantante Yo Yo Mundi

Simona Oliveri – Borgo degli Gnomi

Germana Giannini – Etnomusicologa e Cantante

Fattoria Gioia

Daniela Micioni – Attrice e Formatrice teatrale La Baracca, Teatro Testoni

Il progetto del libro vuole racchiudere, attraverso le parole donate dagli amici coinvolti, 10 anni di lavoro svolto da Mara Di Giammatteo come operatrice culturale, artista visiva e teatrale attraverso i Teatri de le Rùe. In questi 10 anni si sono intrecciate tante collaborazioni artistiche, con scuole ed enti privati, residenze teatrali che hanno portato tra i nostri monti registi e ricercatori a formarci e condividere pezzettini di conoscenze insieme agli anziani e ai bambini che hanno abbracciato i nostri laboratori e spettacoli. Questo viaggio in 10 anni e attraverso queste discipline seppur diverse hanno sempre dato gli stessi risultati o meglio le stesse emergenze: l’amore o no per la propria terra.

 

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