Teramo, I Maestri Manoel De Oliveira, cinema e utopia il 15 maggio

I Maestri Manoel De Oliveira, cinema e utopia Venerdì 15 maggio Sala SanCarlo-Museo Archeologico Ore 17,00 Porto della mia infanzia (2001) 62’ Ore 18,00 Ritorno a casa (2001) 90’ Ore 21,00 Un film parlato (2003) 96’
introduce Leonardo Persia
Pensavamo fosse immortale Manoel de Oliveira (Porto, 11 dicembre 1908 – Porto, 2 aprile 2015). L’unico regista la cui esistenza si è protratta dal periodo del muto (il primo Douro, Faina Fluvial, 1930) al primo quindicennio del 2000, attivo fino alla fine (l’ultimo O Velho do Restelo è stato presentato all’ultimo Festival di Venezia). Ma che soprattutto è risultato iperattivo, lucido, ispiratissimo e sorprendente a partire da una certa, avanzata, età. Dagli anni ’90, all’età di 82 anni, quando comincia a firmare un film l’anno, qualche volta più di uno, tutti straordinari per qualità e modernità, oltre che per il tocco inconfondibile e sperimentatore, capace di mescolare cinema e letteratura, pittura e musica, teatro e filosofia, tentando ogni possibile, nuovo inedito percorso espressivo e sbalordendo tutti per intelligenza, sottigliezza e visionarietà. Un cinema dove si filma (e si vede) la Parola, si dà voce ai fantasmi, ci si inerpica nel futuro, facendo risorgere, come fosse appena nato, un Passato mai sopito di Storia, letteratura, di archetipi e di visioni della vita. Un cinema che interroga costantemente lo spettatore, stimolandolo, stupendolo, estenuandolo e ipnotizzandolo. E con la capacità di inglobarlo nello stesso inesausto catalogo di fantasmi e di illusioni presenti sullo schermo: in quella vita rappresentata in tutto il suo misterioso manifestarsi, visibile e invisibile.
RITORNO A CASA (Je rentre à la maison) (Francia / Portogallo, 2001) – regia e sceneggiatura: Manoel de Oliveira – fotografia: Sabine Lancelin – montaggio: Valérie Loiseleux – interpreti: Michel Piccoli, Catherine Deneuve, John Malkovich, Leonor Silveira, Antoine Chappey – dur: 90’
Il film fu girato nel 2001 quando il regista Manoel de Oliveira aveva compiuto 93 anni. Alcuni critici ritennero che il film trattasse i problemi della solitudine, della vecchiaia e del ritiro dall’attività lavorativa. Nel commento al film contenuto nel DVD di Ritorno a casa il regista Manoel de Oliveira rivela che, banalmente, lo spunto per il film fu un evento di cui fu testimone: un attore famoso il quale, trovandosi in imbarazzo in un provino, disse che se ne sarebbe tornato a casa a riposare; e la propria casa è in grado, isolandolo dal mondo esterno, di proteggere un individuo, come il ventre materno è in grado di proteggere il nascituro. Ritorno a casa fu presentato in concorso al 54º Festival di Cannes. Dal punto di vista tecnico del film furono ammirate soprattutto la recitazione di Piccoli; la tecnica del controcampo, utilizzata dal regista soprattutto nei confronti del protagonista; l’integrazione fra teatro e cinema che risulta, a giudizio del critico Roberto Nepoti de la Repubblica, «un caso unico a nostra memoria di un film in cui teatro e cinema, anziché entrare in contrapposizione o in metafora, risultino perfettamente complementari» (Roberto Nepoti, «Piccoli nella fabbrica dei sogni della vita», la Repubblica, 9 giugno 2001).
PORTO DELLA MIA INFANZIA (Porto da Minha Infância) (Portogallo, 2001) – regia: Manoel de Oliveira – sceneggiatura: Julia Buisel, Manoel de Oliveira – fotografia: Emmanuel Machuel – montaggio: Valérie Loiseleux – interpreti: Jorge Trêpa, Ricardo Trêpa, Maria de Medeiros, Manoel de Oliveira, Leonor Silveira, Estela Cunha – dur: 62’
«Porto» è il nome della città natale di Manoel de Oliveira, il quale peraltro nel 1931 dedicò alla città il suo primo film: Douro, faina fluvial. Il film, più che documentario, può essere definito come la rievocazione nostalgica della Oporto dell’infanzia e della giovinezza del regista, effettuata attraverso memorie personali, fotografie della città, ricordi, testimonianze, canzoni dell’epoca, spezzoni cinematografici soprattutto da Douro, faina fluvial e da Aniki Bóbó, scene dallo spettacolo Miss Dollar nel quale recitò lo stesso Oliveira interpretato qui da un suo nipote, partecipazione di Agustina Bessa-Luís che legge alcuni suoi testi, partecipazione di alcuni attori con i quali Oliveira ha lavorato in passato.
UN FILM PARLATO (Un filme falado) (Portogallo / Francia / Italia, 2003) – regia e sceneggiatura: Manoel de Oliveira – fotografia: Emmanuel Machuel – montaggio: Valérie Loiseleux – Interpreti: John Malkovich, Catherine Deneuve, Irene Papas, Stefania Sandrelli, Leonor Silveira, Luís Miguel Cintra, Filipa de Almeida – dur: 96’
Rosa Maria, giovane insegnante di storia, viaggia insieme alla figlia Maria Joana in una crociera che le porterà dal Mediterraneo fino a Bombay, dove incontrerà il marito. Durante la crociera madre e figlia attraversano la storia visitando Ceuta, Marsiglia, Pompei, Atene, Istanbul e l’Egitto. Sulla nave si uniscono al tavolo del capitano insieme a tre persone famose di differenti nazionalità. Ma una strana minaccia incombe sulla crociera e sui passeggeri.

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