Teramo, cinema: “il Sindaco” il 13 maggio

TEATRO DI CONFINE E NUOVE DRAMMATURGIE Under 40 Progetto didattico della Cattedra di Laboratorio di Comunicazione Teatrale -Facoltà di Scienze della Comunicazione -Università degli Studi di Teramo
Mercoledì 13 maggio ore 21,00 Sala Conferenze Facoltà di Scienze della comunicazione Campus Coste Sant’Agostino ”il Sindaco” di Flora Farina con Angelo Tanzi
musiche Vito Quaranta – scene e luci Gianluigi Carbonara – progetto grafico Titti Lastilla
aiuto regia Vera Anelli – organizzazione Annamaria Carella
regia Angelo Tanzi
Il sindaco. Una suggestione, una musica.
Poco più di dieci anni fa, una nave carica di profughi kurdi finisce il suo viaggio sulle coste di un piccolo paese della Calabria. Paese che diventa l’emblema di una condizione comune a molti altri paesi del sud Italia.
Gerardo, “il sindaco”, è il protagonista dello spettacolo. E’ l’uomo che tutti noi vorremmo essere in una determinata situazione, colui che agisce con il cuore, che crede nel prossimo e nella sua buona fede, che si scopre forte della forza che gli ispirano le persone che ama.
E come succede nei luoghi del cuore, quello che nasce dalla buonafede, dall’onestà e dalla verità vince, riesce, ha un buon esito….talmente buono che viene universalmente riconosciuto, conclamato, acclamato. Applausi, discorsi, telefonate, sguardi amorosi.
A scandire i tempi di questo racconto – in bilico tra fatto di cronaca, allarme sociale ed esperienza umana – c’è il sogno. E come in un sogno, anche qui tutto è vero e tutto è finto. Tutto diventa possibile, plausibile, credibile, ma anche l’esatto contrario. Fino al risveglio, che è soprattutto presa di coscienza, e che svelerà la realtà in tutta la sua ineluttabile condizione.
Rimane la certezza di aver intravisto, tra divagazioni oniriche, platee immaginarie, sigarette e qualche gatto, il tentativo vero e reale di una sfida all’intolleranza e all’incapacità di capirsi.
(Angelo Tanzi)
La vicenda che Gerardo racconta è ispirata ai fatti avvenuti alla fine del secolo scorso a Badolato, piccolo paese della costa ionica calabrese, spopolato dall’emigrazione italiana del dopoguerra.
Nell’inverno del 1998 sulle coste limitrofe al paese si susseguirono sbarchi di profughi provenienti dal Kurdistan turco. L’allora sindaco decise di non ignorare quell’evento e di usarlo per ridare vita alla sua comunità. Aprì le case disabitate dei centri storici alle famiglie appena sbarcate dando vita così a una realtà multiculturale del tutto inusitata nel panorama italiano. Per i calabresi volle dire vedere i loro paesi di nuovo in vita, recuperare tradizioni di cui si stava perdendo la memoria e trovarsi all’improvviso al centro di un gran fragore mediatico e di una risonanza internazionale. Dopo alcuni anni tuttavia Badolato subisce un secondo spopolamento, data la grande povertà del territorio e la difficoltà di gestire la situazione. L’esperienza segna comunque l’intero paese, che decide di prendere lo status di “paese aperto”, in cui profughi e migranti, anche solo per riprendere fiato, possono sostare e essere accolti. In attesa che una nuova comunità si aggreghi di nuovo, magari questa volta per sempre.
Flora Farina (Roma 29/09/1974) Laureata con lode in Storia e critica del cinema presso la facoltà di Lettere dell’università La Sapienza di Roma. Dal 1991 al 1992 collabora come giornalista con alcune emittenti e giornali locali. Frequenta negli anni di università un corso di scrittura creativa. Inizia la sua attività teatrale come aiuto regista lavorando con registi quali Marco Mattolini, Giuseppe Patroni Griffi, Marco Sciaccaluga, Paolo Villaggio, Sergio Castellitto, Gianfranco Mingozzi, Piero Maccarinelli. Nel 1998 inizia a scrivere per il teatro debuttando al Festival di Todi con “Zota, la notte delle matite spezzate”. Nel 2005 fonda con il suo gruppo l’associazione culturale Teatroblue con cui mette in scena drammaturgie e testi originali. I suoi testi partono spesso da testimonianze, diari, memorie o opere di poesia per un teatro civile, affrontato usando meccanismi, dinamiche e analogie della dimensione onirica.
Angelo Tanzi
Nasce a Bari. Nel 1992 si trasferisce a Roma per frequentare la scuola di recitazione “La Scaletta”. Continua il suo percorso formativo studiando con: Tapa Sudana, Eugenio Barba, Jilles Coullet, Laura Curino, Enrique Pardo, Claudio Di Palma, Elena Bucci, Marco Sgrosso, Teatrino Clandestino, Danio Manfredini e altri.
Alterna alla prevalente attività teatrale partecipazioni a film per la televisione (RAI, MEDIASET, TSI) e speakeraggi radiofonici (Radio3Rai). Ultimi lavori (2014): “Francesco” regia L. Cavani, prod. RAI e “Squadra Mobile” regia S. Zarmandili, prod. MEDIASET. Collabora, tra gli altri, con: Giancarlo Sepe, Giancarlo Nanni, Claudio Remondi, Riccardo Caporossi, Maurizio Panici, Michele Mirabella, Marco Mattolini, Corrado Pani, Orso Maria Guerrini, Maurizio Micheli, Manuela Kustermann, Nello Mascia, Mariano Rigillo, Monica Guerritore

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