Teramo, a teatro “Non dovevam parlar d’amore?”

Gema Ticket portera’ in scena un ‘opera  teatrale  scritta ed interpretata  da Corrado Tedeschi  dal titolo Non dovevam parlar d’amore? in cui lui  affronta  tutte  l’emozioni e  e  le perplessita’  ad esso  collegate    reintrepetandole in chiave  ironica  e coinvolgendo il pubblico che diventa  ‘simbolo’ di una relazione vitale  con l’attore in scena.

Lo spettacolo  sara’ portato in scena  al Teatro Comunale di Teramo Giovedì 29 Novembre 2012 con  spettacoli alle 16.00, alle 18.30  ed alle  ore 21.30.

Il costo dei biglietti è: €  25.00 per  il pomeriggio, € 30.00 per la sera.

Patrocino dell’A.G.B.E. (Associazione Gentori Bambini Emopatici) a cui devolveremo € 6.500,00  ( cinquemilacinquecento ) qualunque sia  l’esito della prevendita.

Lo scopo principale  dell’A.G.B.E. e’  quello di migliorare la qualita’ del piccolo paziente oncoematologico (leucemie e tumori solidi ) attraverso una costante  presenza  al fianco delle famiglie ,finanziando progetti quali quello del trasporto dei bambini malati da casa  al day-hospital e relativo ritorno .

Per  qualsiasi informazione e prenotazione  si prega telefonare allo 085.44906

“Non dovevamo parlar d’amore?” è il secondo spettacolo con Corrado Tedeschi che va a completare un percorso teatrale che l’attore genovese ha fatto negli ultimi anni attraverso la propria matrice di attore-conduttore. Dopo “Lezioni Semiserie” con l’inserimento all’interno dello spettacolo del monologo di Luigi Pirandello “L’uomo dal fiore in bocca”, dove la vita più intima è stata raccontata attraverso il dramma, il nuovo spettacolo sarà incentrato sul tema dell'”Amore” con uno stile ricco di soluzioni ironiche da darci la possibilità di affrontare anche i classici di poesia interpretandone l’emozione senza necessariamente rifugiarsi in una ripetuta tradizione. In un concertato di parole, poesia e musica, frammenti tratti dai grandi autori italiani e non, la poesia si fonde e fà da contrappunto, dialoga e fà parlare il pubblico che diventa “simbolo” di una relazione vitale con l’attore in scena.

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