Tagliacozzo, mostra “Il magico mormorio delle mani” dall’1 agosto al 7 settembre

Il 1° agosto 2014 sara’ inaugurata  la mostra dedicata all’arte artigianale della creazione di  pizzi, merletti, ricami, tessuti, gioielli utilizzando unicamente la qualita’ di fili e la sapienza delle mani, i quali in una sorta di magia melodica ci offrono il ricordo di un’antica  conoscenza fatta di pazienza,  creativita’ e competenza. La mostra, allestita nei locali del complesso di S.Francesco in Tagliacozzo, e’  curata dalla Soprintendenza BSAE dell’Abruzzo con l’ausilio dell’associazione culturale  “Luigi Micalizio” e il Comune di Tagliacozzo.

La dottoressa Lucia Arbace, Soprintendente BSAE dell’Abruzzo cosi’ si esprime in merito all’evento “con questa mostra si e’ inteso valorizzare quel patrimonio di saperi e di conoscenze che ha trovato una pratica applicazione grazie al ‘magico mormorio delle mani’. Nell’intera regione sono conservati in collezioni  pubbliche e private autentici piccoli tesori i quali meritano di essere resi noti e adeguatamente catalogati. Le nostre funzionarie Mariagiuseppa Dipersia e Sofia Cucchiella Vittorini hanno svolto un lavoro encomiabile che rappresenta però solo l’avvio di un progetto meritevole di approfondimenti futuri, anche grazie al supporto degli enti locali e delle associazioni culturali animati, come in questo caso, da autentica passione”.

La mostra si e’ potuta realizzare grazie al lavoro minuzioso di ricerca  della Soprintendenza e dell’Associazione Culturale di Tagliacozzo “Luigi Micalizio” la cui presidente, Laura Micalizio, dichiara “da tempo lavoravo a questo progetto con l’obiettivo di poter rappresentare uno spaccato di cultura custodita nelle abitazioni private come tesori nascosti della storia abruzzese; finalmente attraverso la sensibilita’ della Soprintendente si riuscira’ a condividere con i cittadini cio’ che hanno prodotto mani delicate e forti”. Una ricerca minuziosa e’ riuscita a reperire i pezzi custoditi nelle case delle famiglie abruzzesi, che raccontano una tradizione conservata e custodita gelosamente ma che con grande generosita’ e’ stata offerta all’analisi delle esperte della Soprintendenza e all’obiettivo del fotografo che ne ha ritratto i particolari piu’ caratteristici.

La ricostruzione degli ambienti nei quali le opere sono state inserite e’ frutto di un’ulteriore ricerca di autenticita’ che pone in risalto la capacita’ di conservazione storica degli abitanti dell’Abruzzo, terra che va premiata non solo per la caparbieta’ dei propri abitanti ma anche per i percorsi storici e naturalistici di cui tutti siamo chiamati a godere.

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