Tagliacozzo, il jazz di Cesar Brie il 2 febbraio

L’artista Cesar Brie attore e regista argentino molto apprezzato a livello internazionale apre il settore teatrale del Cartellone di Musica e Teatro il 2 febbraio alle 21 che la Compagnia Lanciavicchio e Harmonia Novissima hanno disegnato appositamente per il Teatro Talia, proponendo un cartellone di altissimo rilievo e qualità, e promuovendo la città di Tagliacozzo come città dell’arte anche durante i mesi invernali. Lo spettacolo proposto da Cesar Brie “120 CHILI DI JAZZ” è un racconto allegro in cui si susseguono le rocambolesche vicende del protagonista: Ciccio Méndez non sa suonare il contrabbasso, ma con la sua voce da uomo delle caverne, ne imita alla perfezione il suono: dovrà riuscire a sostituire il vero contrabbassista del gruppo e a nascondere a tutti la propria incapacità di suonare lo strumento. 

“Dietro questo racconto si celano tre amori – spiega Brie -: l’amore non corrisposto per una donna per la quale si finirebbe all’inferno; l’amore per il jazz, che aiuta Ciccio Méndez a sopportare la sua immensa solitudine, e l’amore per il cibo, nel quale Ciccio trova brevi e appaganti rifugi e consolazioni”. Molto soddisfatti gli organizzatori della presenza sul palcoscenico del Talia di uno dei protagonisti della scena mondiale più apprezzati dal pubblico italiano: e, dopo molti spettacoli all’insegna dell’impegno civile (tra tutti ricordiamo gli adattamenti di “ILIADE”, “ODISSEA” e il recentissimo “KARAMAZOV”) Brie propone al pubblico un lavoro votato al divertimento. Sottolinea infatti il regista, autore e interprete dello spettacolo: “Brecht diceva che il teatro è anche divertimento. Mai dimenticare che dobbiamo divertire. Commuovere, far pensare e divertire”.

Dietro questo racconto dice Brie si celano tre amori.  L’amore non corrisposto per una donna per la quale si finirebbe all’inferno; l’amore per il jazz, che aiuta Ciccio Méndez a sopportare la sua immensa solitudine, e l’amore per il cibo, nel quale Ciccio trova brevi e appaganti rifugi e consolazioni. Ciccio Méndez vuole entrare ad una festa per vedere la sua innamorata (che non sa di esserlo). Decide così di fingersi contrabbassista del gruppo jazz che allieterà la serata.

Méndez non sa suonare il contrabbasso, ma con la sua voce da uomo delle caverne imita alla perfezione il suono delle corde.

Dovrà  riuscire a sostituire il vero contrabbassista del gruppo e a nascondere a tutti la propria incapacità di suonare lo strumento.

Dietro questo racconto si celano tre amori.  L’amore non corrisposto per una donna per la quale si finirebbe all’inferno; l’amore per il jazz, che aiuta Ciccio Méndez a sopportare la sua immensa solitudine, e l’amore per il cibo, nel quale Ciccio trova brevi e appaganti rifugi e consolazioni.

 

Ciccio Méndez non è mai esistito.  Nasce dalla cattiva abitudine di due amici robusti che ho perso di vista i quali, seduti ai miei fianchi in una classe del Colegio Nacional Sarmiento a Buenos Aires, mi facevano fare la parte del prosciutto nel panino, schiacciandomi in mezzo a loro.

César Brie

Attore e regista argentino apprezzato a livello internazionale, arriva in Italia a 18 anni con la Comuna Bairas, gruppo di cui è fondatore e con cui ha sviluppato un’arte apolide, a stretto contatto con le molte realtà incontrate in una vita passata per scelta in esilio. Ancora negli anni Settanta crea a Milano il Collettivo teatrale Tupac Amaru presso il Centro Sociale Isola e lavora poi con Iben Nagel Rasmussen nel Gruppo Farfa e nel Odin Teatret in Danimarca. A seguito di queste esperienze, nel 1991 fonda in Bolivia il Teatro de Los Andes, con cui crea spettacoli che girano il mondo e che, a partire la storia o dai classici, si calano profondamente nell’attualità.

Print Friendly, PDF & Email

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *