Sulmona, opera lirica: in scena la Boheme di Puccini il 23 novembre

L’ateneo internazionale della lirica di Sulmona in collaborazione con la Camerata Musicale Sulmonese presente domenica 23 novembre 2014 al teatro comunale “m. caniglia” di Sulmona una delle opere più amate in assoluto; La Bohème di Giacomo Puccini. “Presentare oggi l’opera lirica è una scommessa che abbiamo superato con la collaborazione di due storiche associazioni che a Sulmona promuovono la musica, la lirica e la cultura in genere, unite per garantire a Sulmona una stagione ricca di eventi culturali all’altezza della nostra Città ma soprattutto del nostro Teatro, progettato e realizzato per l’opera lirica”. Si coglie l’occasione per ribadire che l’Ateneo prosegue la sua attività di formazione e perfezionamento di giovani artisti lirici ed in questa occasione vede nel cast i suoi allievi, selezionati anche dal prestigioso concorso “Maria Caniglia”. I biglietti si possono acquistare presso il botteghino del teatro domenica dalle 16:30.

Coro dell’Opera di Parma Maestro del Coro Emiliano Esposito Orchestra “Cantieri D’arte”, Maestro Concertatore e Direttore Stefano Giaroli.

Personaggi ed interpreti: Mimì, Rodolfo, Marcello, Musetta, Colline, Schaunard, Benoit e Alcidoro, Daniela Zerbinati, soprano, Diego Cavazzin, tenore, Iurii Samoilov, baritono, Giulia De Blasis, soprano, Antonio Marani, basso, Carlo Morini, baritono, Franco Montorsi, basso, Organizzazione Fantasia in RE. Coordinamento artistico Claudia Catellani, Coordinamento musicale Carlotta Arata, Maestro alle luci Luciano Pellicelli, Segretaria di Produzione Elena Cattani, Capo squadra tecnica Gabriele Sassi

QUADRO I In soffitta

I protagonisti dell’opera sono quattro giovani amici dediti a una vita bohémien: il poeta Rodolfo, il pittore Marcello, il filosofo Colline e il musicista Schaunard. La vigilia di Natale, Rodolfo rimane solo quando alla porta della soffitta bussa una donna. È Mimì, giovine vicina di casa. Comincerà tra i due un animato dialogo che li porterà a scavare nelle loro vite e ad un passo dal dichiararsi reciproco amore.

QUADRO II Al quartiere latino

Colline e Schaunard fanno acquisti, Rodolfo e Mimì si aggirano felici tra la folla, solo Marcello è triste: la bella Musetta lo ha abbandonato per rincorrere nuovi amori. Al caffè di Momus i giovani, dopo la presentazione di Mimì, ordinano la cena e appare intanto Musetta, seguita da un vecchio pomposo, Alcindoro de Mitonneaux. La bella giovane, allontanato con un pretesto il vecchio amante, civetta con Marcello che non riesce a resisterle e i due fuggono con gli amici unendosi alla folla che segue la banda militare e lasciando i conti da pagare ad Alcindoro il quale al suo ritorno, allibito, cade sopra una sedia.

QUADRO III La barriera d’Enfer

Alla Barriera d’Enfer Mimì, pallida e sofferente, parla con Marcello: la vita con Rodolfo è diventata impossibile per le continue liti. Nascosta tra gli alberi, ascolta il colloquio tra Marcello e l’amico. Dapprima Rodolfo accusa Mimì di infedeltà, poi spiega il vero motivo del suo modo d’agire: la giovane è gravemente malata e il vivere nella soffitta umida e fredda finirà per abbreviarle l’esistenza, perciò è necessaria la separazione. La tosse e i singhiozzi tradiscono la sua presenza e Rodolfo la stringe amorosamente tra le braccia. Al colloquio dei due amanti, che si allontanano dopo la decisione di rinviare a primavera l’addio, si intreccia un serio litigio tra Musetta e Marcello, divorati dalla gelosia: anch’essi si separeranno.

QUADRO IV La soffitta

Ormai separati dalle giovani, Rodolfo e Marcello si confidano le pene d’amore; giungono Colline e Schaunard con una magra cena: pane e un’aringa. La scena di un simulato gioioso festino è interrotta dall’arrivo di Musetta che accompagna Mimì ormai prossima alla fine. Ricordando con tenerezza i giorni del loro amore Mimì si spegne dolcemente circondata dal calore degli amici e dell’amato Rodolfo, il quale continua a nutrire vane speranze finché dal contegno dei presenti capisce che la giovane si è spenta. Allora si getta sul suo corpo invocandola disperatamente.

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