Sulmona, la tradizione contadina di Scarsella in mostra fino al 15 febbraio

E’ stata inaugurata sabato primo febbraio la mostra La tradizione Contadina Abruzzese, nei plastici di Giuseppe Scarsella, allestita presso il Complesso Monumentale cosiddetto della Rotonda a Sulmona dove è possibile ammirare squarci di vita contadina abruzzese degli anni ’50-’60 visti dallo sguardo attento e meticoloso di Giuseppe Scarsella che ferma e cristallizza attimi di un passato non certo lontano, ma oggi quasi completamente scomparso o dimenticato.

Insieme all’apertura ufficiale dell’esposizione è stato presentato anche il volume “Tradizione e Cultura Contadina, scenografie di Giuseppe Scarsella”, alla del Vice presidente della Fondazione Carispaq Domenico Taglieri, che attraverso un’ rigorosa ricerca della tradizione etnoantropologica, valorizza il lavoro di recupero fatto in questi anni dall’artista. Il volume contiene saggi di numerosi esperti della tradizione contadina abruzzese che indagano gli aspetti più interessanti di una cultura non certo minore.

La mostra – Con un lavoro attento quasi certosino vengono realizzate opere con tecnica mista che vanno dal polistirolo, al legno, all’argilla, al depron, agli ossidi, alla vetroresina etc. Lo spazio espositivo lascia il suo costume originale per trasformarsi in cucina, stalla , cantina (scala 1:1), dal cui interno attraverso finestre, quadri, armati a muro, inferriate si liberano scenografie (scala 1: 33) di un realismo toccante tale da trarre in inganno anche l’osservatore più attento. Si è coinvolti in un susseguirsi di emozioni, si sprofonda quasi d’incanto nel passato riassaporandone le forme ,i colori, le dimensioni, addirittura gli odori. Queste scene di vita contadina vengono rivissute attraverso la riproposizione degli elementi di lavoro, gli utensili, perfettamente riprodotti addirittura realizzati con una tecnica di invecchiamento valorizzandone il percorso temporale.

I due eventi che fanno parte di un vero e proprio progetto scientifico che diventa anche didattico – divulgativo allo scopo di riportare alla memoria e far conoscere un passato non troppo lontano.

“Alla base del progetto – spiega Giuseppe Scarsella – c’è una attenta ricerca, studio, fondamentali nella fase realizzativa per proporre un documento veritiero nello stesso tempo che possa essere facilmente leggibile. Il travaglio (dove venivano ferrati gli animali),contornato dalla forgia (braciere per scaldarne i ferri),dal banchetto a sopportare tutti gli attrezzi utili per il lavoro di ferratura quali martelli, sgorbie, forbici, tenaglie, a descrivere una azione perfettamente messa in moto dall’immaginazione, passando da una immagine statica ad una in movimento”. Le scenografie si animano con l’inserimento di figurine realizzate da Maddalena Piccari, storica dell’arte , perfette realizzazioni dalle dimensioni di circa 13 centimetri, fatte da struttura in ferro e sughero completate con teste e mani in argilla perfettamente sagomate con espressivi lineamenti, vestite con costumi in sintonia al periodo. Ingannevoli soffitti in finti mattoni realizzati in polistirolo, sopportati da muri (legno e polistirolo) creano scenografie fortemente realistiche, impreziosite da fornacelle (legno e polistirolo) a formare ambienti perfettamente identici a quelli che furono luogo di vita, dei nostri antenati.

Grazie a questa mostra il visitatore non più giovane riassapora momenti di vita vissuta, al limite della commozione, mentre per le nuove generazioni è la scoperta di un mondo surreale quasi fiabesco.

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