Successo per l’esposizione di Ovidii Taberna

Prosegue con successo la particolare esposizione di Ovidii Taberna organizzata a cura della DMC Cuore dell’Appennino presso pPalazzo Sanità in corso Ovidio 238 a Sulmona: non solo una mostra di duecento volumi antichi sulle opere di Ovidio, non solo un luogo dove trovare ed acquistare degli esclusivi gadget su Ovidio ma anche un salotto di incontro che ha destato l’interesse dei sulmonesi e di tanti turisti. In questi giorni hanno vivacizzato la Taberna diversi eventi, proprio in sintonia con quel “Volontariato culturale” che abbiamo richiesto di esprimere a tante realtà della nostra società, nella consapevolezza che tutti possiamo essere “ambasciatori” ovidiani. Si sono già succeduti il Liceo Classico e il Liceo scientifico con musica e poesia, ma anche dotte ed interessantissime conferenze della dottoressa Rosanna D’Aurelio sulla donna e la rivoluzione ovidiana e dell’archeologa Emanuela Ceccaroni ieri sera sulla statua di Ovidio.

Il programma continua serrato:

22 dicembre h 17.30 Orchestra del Polo Scientifico di Sulmona a seguire “Ercole in Ovidio: immagini di un dio” a cura del dott. Alessandro Bencivenga, associazione culturale “Amici del Certamen”.

24 dicembre dalle 16 alle 20 banda di Muntagninjazz

25 dicembre dalle 17.30 alle 20 banda di Muntagninjazz

26 dicembre h 11 Duo Francesco Mammola e Lino Giusti, chitarra e mandolino. h 17.30 ciclo di letture ovidiane a cura di Pasquale Di Giannantonio, parte II “Le Metamorfosi”

28 dicembre “La storia dell’uomo nei supporti scrittori” a cura della dott.ssa Beatrice Ricottilli, archivista di Stato h 17.30

29 dicembre h 17.30 “Un the con Ovidio” a cura del liceo classico di Sulmona (ripetuto a grande richiesta)

30 dicembre chiusura mostra con un brindisi e alle 17.30 Letture ovidiane a cura di Pasquale Di Giannantonio parte III “Scritti dal Ponto”.

Le t-shirt con Ovidio con le scarpe da tennis e con Ovidio che beve caffè, opere di Monticelli e Pagone, sono tra i gadget maggiormente apprezzati, oltre “Lo Stilo” matita perpetua in grafite come la penna inserita da Ettore Ferrari pochi giorni prima dell’inaugurazione, nella mano del sommo poeta.

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