Spoltore, Festival Flaiano: gli appuntamenti del 29 giugno

Domenica 29 giugno il 41° Flaiano Film Festival propone al Multiplex Arca in Sala 5 alle ore 18,00 con ingresso libero, “Tir” di Alberto Fasulo per il concorso italiano: da qualche mese, Branko, di nazionalità croata, fa il camionista per una ditta di trasporti italiana. Prima era un insegnante, ma il suo nuovo lavoro riesce ad assicurargli uno stipendio tre volte superiore. Guida per le strade di mezza Europa da solo oppure insieme al copilota Maki, un trentenne con un bambino piccolo ad aspettarlo a casa, sempre più indeciso se continuare o meno a fare quella vita. Le telefonate con la moglie o con il figlio sono l’unico contatto che Branko ha con la famiglia.

Frutto di cinque anni di ricerche sul campo, Tir ha una base di partenza fortemente documentaristica. Con una macchina da presa leggera, settata dal posto del passeggero, sempre vicino ai corpi, Alberto Fasulo mostra la vita “on the road” del suo protagonista, l’attore professionista Branko Zavrsan, che ha davvero conseguito la patente di guida prevista dal codice della strada. All’iniziale ricerca della verità si specchia dunque l’anima di finzione del progetto, quella di una costruzione narrativa certamente aperta, ma precisamente indirizzata a raccontare un’occupazione alienante attraverso una vicenda in certo modo esemplare.

Alle ore 20.30 si prosegue con “Grace di Monaco” di Olivier Dahan: la magia del set, i complimenti della troupe, l’ultimo ciak. È il 1956, Grace Kelly lascia l’America e lo studio dove ha finito di girare High Society per entrare davvero nell’alta società e in un altro mondo, sposando il principe Ranieri e ritirandosi a Monaco. Sei anni dopo, la favola deve fare i conti con la realtà di un matrimonio messo in crisi dagli impegni del principe, che allontanano sempre più i due coniugi, oltre che con la crisi del Principato stesso, minacciato di annessione dalla Francia di De Gaulle, in cerca di soldi rapidi per far fronte alle spese in Algeria. In questo delicato frangente, arriva, intrigante e sorniona come chi la porge, la proposta di Hitchcock di riportare Grace a Hollywood e farne la protagonista di Marnie. Nella terra che è simbolo di libertà, la principessa venuta da Filadelfia è costretta suo malgrado a scegliere, tra il richiamo dell’arte e della passione, da una parte, e quello della famiglia e della politica, dall’altra.

Alle ore 22,45 John Turturro è “Gigolò per caso”: Fioravante è un gentiluomo di mezza età che svolge svariate mansioni. Elettricista, idraulico, artista floreale e in tempi di magra gigolò, Fioravante attrae le donne con la sua dignità e la sua costanza. Factotum cortese passeggia tra i borough di New York in compagnia di Murray, amico di vecchia data che gli procura i contatti con donne in cerca di avventure erotiche o carezze amorevoli.

In Sala 4 alle ore 18,00 per il cinema europeo sarà presentato “Ida” di Pawel Pawlikoski: la vicenda si svolge all inizio degli anni ’60, nella grigia e soffocante Polonia dove vige stabilmente il regime comunista. Anna è una giovane novizia in attesa di diventare suora a tutti gli effetti. Vive serenamente in un convento isolato dove, essendo orfana, è stata portata in tenerissima età, durante la II Guerra Mondiale. Poche settimane prima di prendere i voti, invitata insistentemente dalla Madre Superiora, si reca a Varsavia per incontrare la sua unica parente conosciuta, la zia Wanda, che, durante il passato, non si è mai messa in contatto con lei. Quando arriva nell’appartamento della zia, si trova di fronte una cinquantenne single, intellettuale elegante e disinvolta, ma visibilmente disillusa, al limite del cinismo. Wanda appartiene all’elite del regime, essendo un magistrato, con un passato di combattente nella Resistenza antinazista e di militante del partito. È una donna che nasconde una grande sofferenza. In breve racconta ad Anna una tremenda verità familiare: la futura suora è in realta di razza ebrea ed era una bambina chiamata Ida.

Alle ore 20,30 replica di “Controra-House of  Shadows” di Rossella De Venuto per il concorso italiano.

Alle ore 22,45 sarà proiettato l’ultimo film di Roberto Faenza “Anita B.”: Anita, una ragazza ungherese scampata ad Auschwitz, viene accolta a Praga dalla zia Monika, insieme al marito Aron e al di lui fratello Eli. La famiglia ebraica si sta risollevando dall’ondata di antisemitismo nazista (ben consapevole che anche l’Unione Sovietica non vede di buon occhio gli ebrei) e Anita viene accolta con un misto di affetto e preoccupazione, sia per le attenzioni indesiderate che la sua presenza può attirare, sia per la volontà della ragazza di ricordare la terribile esperienza dei campi di concentramento. Faenza sviluppa dunque il tema della negazione della memoria incarnandolo in una ragazza che dovrebbe solo pensare al futuro e invece si ostina a cercare le radici oscure del passato, sulle quali sollevarsi con maggiore sicurezza.

In Sala 3 alle ore 18,00 si comincia con “La sedia della felicità” di Carlo Mazzacurati, scomparso prima dell’uscita del film nelle sale: Bruna è un’estetista che fatica a sbarcare il lunario. Tradita dal fidanzato e incalzata da un fornitore senza scrupoli, riceve una confessione in punto di morte da una cliente, a cui lima le unghie in carcere. Madre di un famoso bandito, Norma Pecche ha nascosto un tesoro in gioielli in una delle sedie del suo salotto. Sprezzante del pericolo, Bruna parte alla volta della villa restando bloccata dietro un cancello in compagnia di un cinghiale. In suo soccorso arriva Dino, il tatuatore della vetrina accanto, che finisce coinvolto nell’affaire. Scoperti il sequestro dei beni di Norma e la messa all’asta delle sue otto sedie, Bruna e Dino rintracciano collezionisti e acquirenti alla ricerca dell’imbottitura gonfia di gioie. Tra alti e bassi, maghi e cinesi, laguna e montagna, Bruna e Dino troveranno la vera ricchezza.

Alle ore 20,30 omaggio a Sergio Leone nel venticinquennale della morte e ad Eli Wallach appena scomparso, con “Il buono, il brutto, il cattivo”: durante la guerra di Secessione (1861-65) il Biondo, bounty-killer un po’ romantico, Tuco, vendicativo fuorilegge messicano, e Sentenza, cinico assassino a pagamento, si associano, senza alcuna fiducia reciproca, per recuperare un tesoro nascosto in un cimitero. Profanatore del western, il più tipico genere del cinema USA, ma anche risolutamente critico perché quasi sempre ha tradito la vera storia della nazione, trasformandola in mito, Leone chiude la “trilogia del dollaro” con il suo film più ambizioso e costoso, più ironico e beffardo.

 

Modalità d’ingresso: biglietto singolo 4 euro, ridotto 3 euro; abbonamento intero 30 ingressi 55 euro, ridotto 45 euro; abbonamento intero 20 ingressi 45 euro, ridotto 35 euro; abbonamento intero 10 ingressi 25 euro, ridotto 20 euro. La riduzione si applica ai soci del Flaiano Club con esibizione della tessera in cassa.

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