San Clemente a Casauria, il ritorno dopo il restauro del crocifisso ligneo del 1400 il 20 settembre

E’ tornato, le braccia aperte e ferite che si offrono, indifese, all’umanità, nell’abbazia che lo ha custodito, vicino la figura sdraiata del vescovo nel sarcofago, quattrocentesco come il Cristo ligneo, ora restaurato da Banca Intesa e ricollocato nell’ Abbazia di San Clemente. Il complesso benedettino fondato nell’871, contenitore di altri capolavori scultorei, che snodano una storia millenaria nel ciborio, l’ambone, la cripta, affluendo nella migliore produzione artistica nazionale, ospiterà sabato 20 settembre una giornata di studio dedicata al crocifisso, oggetto di restauro e ricerche recenti. Di provenienza non accertata,  ma  forse  in origine nella distrutta  chiesa di San Giovanni Battista di  Pescosansonesco,  l’opera,  collocata nella chiesa dell’abbazia  sin dagli Anni Trenta  del  secolo scorso, era  stata   rimossa nel 1985 a causa del precario stato di conservazione per essere sottoposta a un primo intervento conservativo risultato poi inefficace. Databile alla metà del  Quattrocento, con echi e suggestioni dell’ultimo Donatello e una contiguità con la produzione del maestro Giovanni Teutonico, l’apprezzato specialista di crocifissi scolpiti attivo anche in Abruzzo, la  notevole opera lignea, di eleganza quasi aristocratica,  è al momento ancora oggetto di approfonditi studi, il cui esito verrà comunicato in occasione del convegno del 20 cui parteciperanno Lucia Arbace, Silvia Pissagroia, Lorenzo Principi, Antonio Alfredo Varrasso. Al termine del dibattito, nel giardino dell’Abbazia ,degustazione di prodotti tipici delle colline pescaresi.

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