Roseto, MOSTRA FOTOGRAFICA visitabile fino al 30 dicembre

La MOSTRA FOTOGRAFICA allestita a cura della Associazione Culturale Città per Vivere di Roseto degli Abruzzi, arricchita da nuove foto, è aperta e visitabile fino al 30 dicembre prossimo, rispettivamente, a Roseto presso la Pinacoteca della Villa Comunale di Roseto degli Abruzzi, tutti i giorni dalle ore 16,00 alle ore 20,00 (esclusi i due giorni festivi del 25 e 26 dicembre), e a Montepagano presso il “Palazzo Pangia” ex-Acquaviva (gentilmente concesso dalle Signore Pina e Raffaella Pangia), inCorso Umberto I, n. 75, ogni sabato, domenica e festività natalizie dalle ore 10,00 alle ore 12,30 e dalle ore 15,30 alle ore 19,00.

La Associazione Culturale “Città per Vivere”, è orgogliosa ed onorata di tenere aperte a visitatori e turisti, in questi giorni di festività natalizie, le due più prestigiose e significative strutture “storiche e culturali” presenti nel territorio del Comune di Roseto degli Abruzzi.

Le fotografie in bianco e nero, sono state scattate, dal 1945 al 1960, dal “fotografo di paese” Antonio Mazzoni nelle località di Roseto degli Abruzzi, Montepagano, Cologna Paese, Casal Thaulero, Tanesi, nelle campagne circostanti e limitrofe con i Comuni di Morro Doro e Notaresco.

La esposizione si svolge all’interno di un “laboratorio storico fotografico” permanente, con l’obiettivo di scrivere la storia della nostra Comunità attraverso le immagini, i racconti, i ricordi e le testimonianze dei diretti protagonisti della ricostruzione nell’immediato dopoguerra.

Le foto ritraggono, in particolare, famiglie di pescatori, lavoratori e lavoratrici delle fornaci e delle prime fabbriche di Roseto, tabacchine, artigiani, sarti, calzolai, falegnami, muratori, contadini, braccianti e mezzadri, maestri, maestre e scolari, studentesse, casalinghe, piccoli commercianti, ambulanti, villeggianti, bagnanti e sportivi.

Si possono “rivedere”, dopo tanti anni, le diverse fasi dei lavori in corso nei campi: aratura, mietitura, trebbiatura, vendemmia, raccolta delle olive, del granoturco, dei bachi da seta e del tabacco. Donne e uomini con le pale che si lasciano ritrarre mentre spalmano la ghiaia e ricostruiscono i marciapiedi e le loro abitazioni, e artigiani all’interno dei laboratori con gli attrezzi in mano.

Pare quasi di sentire voci, discorsi, motti che i paesani, contadini e artigiani si scambiano mentre svolgono volentieri e necessariamente il lavoro di squadra, e le note frizzanti della fisarmonica e degli organetti diatonici “ddù botte” animano le feste paesane, religiose e familiari.

Uomini e donne, insieme nel lavoro, nelle feste, nelle competizioni sportive. E bambini presenti dappertutto, sciamano per le vie, irrompono nelle scene con quegli occhioni sgranati, i pantaloncini corti, scalzi a volte e furtivi, sempre scalmanati, sorpresi in rari momenti di sosta, tutti felici di essere ripresi e “immortalati”.

L’occhio attento e affettuoso di un testimone, artista sensibilissimo, ci restituisce un clima di intenso fervore e un mondo paesano e contadino nel quale ancora affondano le nostre radici. Immagini di “persone” che hanno saputo affrontare la vita con coraggio ed entusiasmo, guardando al futuro: insieme agli altri nostri “antenati”, sono stati i “grandi” protagonisti e gli attori della nostra storia e di quella del Paese.

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