Prima nazionale di “Inverno” del Florian Teatro Stabile di Pescara a Rieti

Il Florian Teatro Stabile d’Inovazione di Pescara in collaborazione con ATCL e RIC-Festival 2014 presenta nell’ambito di Ric–Regione Invasioni Creative 2014 il debutto in prima nazionale della nuova produzione teatrale  INVERNO di Jon Fosse, un progetto di Vincenzo Manna e Anna Paola Vellaccio, adattamento e regia Vincenzo Manna con Anna Paola Vellaccio e Flaminia Cuzzoli, assistente alla regia Andrea Vellotti, costumi e oggetti di scena Cassepipe Compagnia produzione Florian Teatro Stabile d’Innovazione in collaborazione con ATCL e RIC-Festival.

Lo spettacolo Inverno  andrà in scena in prima assoluta giovedì  24 luglio alle ore 22,30 a Rieti presso la Biblioteca Paroniana – Chiostro di S. Lucia nell’ambito del prestigioso RICFESTIVAL – Rieti 2014, seconda edizione, che si svolgerà dal 21 al 27 luglio coinvolgendo numerosi luoghi della città e ospiterà artisti, critici, ricercatori e studiosi, che animeranno gli spazi reatini dal tardo pomeriggio fino a notte fonda.

Inverno è il nuovo allestimento teatrale del Florian Teatro Stabile d’Innovazione che vede la luce dopo una lunga residenza teatrale al Florian Espace di Pescara e che insieme ad altri due lavori appositamente realizzati per il RICFESTIVAL, Io sono il Vento e Suzannah, ­si focalizza sulla drammaturgia di Jon Fosse; la regia dello spettacolo è di un giovane regista e drammaturgo  italiano, Vincenzo Manna, diplomato presso l’Accademia Nazionale d’Arte drammatica Silvio d’Amico, che alterna nella sua attività il lavoro di autore, regista, sceneggiatore e traduttore. Tra i suoi lavori: Fari nella nebbia finalista al 50° Premio Riccione, menzione speciale della giuria; Cani 2° Premio Borrello per la Drammaturgia; Hansel e Gretel Premio Scenario Infanzia; La famiglia finalista al Premio Hystrio 2011; Giulio Cesare traduzione e adattamento della tragedia shakespeariana che con la regia di A. Baracco rappresenta l’Italia durante le manifestazioni culturali dellle Olimpiadi di Londra 2012. Vincenzo Manna riceve durante il 53°Festival dei Due Mondi di il Premio SIAE come miglior nuovo autore italiano.

Inverno è uno dei testi più noti del drammaturgo norvegese Jon Fosse; scritto nel 2001 è stato rappresentato in Italia solo nel 2003, vincendo il Premio Ubu come miglior testo straniero.

L’allestimento è in bilico tra teatro di regia e teatro d’attore, ritradotto e adattato, dopo dieci anni dalla sua prima rappresentazione, per due interpreti femminili. Questa scelta perché la natura della scrittura di Fosse si presta benissimo e sembra quasi suggerire “aperture”, e perché le principali tematiche di cui il testo è portatore (solitudine, alienazione, empatia, passione, speranza…), siano riferibili all’uomo di oggi oltre ogni differenza di genere. Infine, per la liquidità delle posizioni sociali del mondo contemporaneo, che rende plausibile e, anzi, favorisce la permeabilità tra i ruoli, spesso ribaltando gli attributi tradizionalmente assegnati all’uomo e alla donna.

Dunque un parco, una ragazza seduta su una panchina e una donna. Da questo in­contro casuale l’inizio di una tenera e dolorosa storia d’amore che si snoda fra zone d’ombra metropolitane, dove la donna e la ragazza riescono a essere loro stesse, tragiche figure femminili in fuga disperata da una vita alienante e inautentica.

La cifra estetica dello spettacolo si muove continuamente, come la scrittura di Fosse, sul labile confine tra realismo ed espressionismo come i tratti, i caratteri delle due protagoniste, disperatamente alla ricerca di un qualcosa che le liberi dalle loro identità esauste, ma incapaci di comunicare, di dire quello di cui hanno realmente bisogno. L’alternanza tra parola e azione, l’attento lavoro sulla componente sonora e visiva, la partitura dei gesti e delle posture: il tutto concertato per restituire un testo che ha la sua forza e la sua bellezza nel non detto e nell’indicibile, nell’afasia di un linguaggio parlato e quotidiano che diventa, come tutte le esistenze tragiche, di alto valore poetico.

 

In scena, la bravissima attrice pescarese Anna Paola Vellaccio, che si divide tra cinema e teatro, lavorando da anni con alcuni dei registi più noti del panorama cinematografico e teatrale italiano. Al cinema lavora tra gli altri in Notizie dagli scavi di Emidio Greco e Mala Tempora di Stefano Amadio. In teatro alterna il lavoro nel teatro di tradizione e nel teatro di ricerca. Tra i suoi ultimi impegni: I gemelli regia di Giorgio Marini, L’imperatore della Cina regia di Pippo Marca, Nella Pietra regia di Enrico Frattaroli. Nella prossima stagione sarà ancora in tournée con Giuseppe Pambieri ne La Coscienza di Zeno per la regia di Maurizio Scaparro.

 

Accanto alla Vellaccio, Flaminia Cuzzoli, attrice di cinema e teatro che, nonostante la giovanissima età, ha già lavorato con importanti registi del panorama teatrale italiano: Il paese dove non si muore mai di M. Farau, I giorni del buio di G. Lavia, Woyzeck di L. Colavero, Battuta libera di L. Salveti, Conseziente e dissenziente di C. Longhi.

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