Premio Letterario Laudomia Bonanni: premiazione della IX edizione di poesia riservata ai detenuti con Charles Simic

 

La poesia entra in carcere con il Premio Letterario “L’Aquila” – Bper Banca intitolato a Laudomia Bonanni. Nel pomeriggio nel teatro della Casa circondariale di L’Aquila si è svolta la premiazione della IX edizione del premio di poesia a tema libero riservato ai detenuti dei penitenziari italiani.

Il premio, organizzato in collaborazione con il Ministero della Giustizia tramite la Casa Circondariale dell’Aquila, quest’anno ha visto la partecipazione di 95 detenuti che hanno inviato due o tre poesie.

Presenti tra gli altri il direttore della Bper Raffaele Marola, il segretario del Premio Giuliano Tomassi, la senatrice Stefania Pezzopane presidente della giuria, la direttrice del carcere Maria Celeste D’Orazio e la componente della giuria Liliana Biondi.

L’attenzione di detenuti e studenti è stata tutta per l’ospite d’onore Charles Simic che con la sua poesia e la sua simpatia ha intrattenuto la platea concedendo autografi al termine della premiazione.

Un momento della premiazione della IX edizione del premio di poesia a tema libero riservato ai detenuti

Ad assistere all’evento a cui hanno preso parte alcuni detenuti anche gli studenti aquilani dell’Istituto di Istruzione Superiore A. D’Aosta, classi 4 A e 4B informatica e 4 B LSA, oltre alle terze del Classico del Liceo Cotugno.

Il vincitore della X edizione del premio di poesia a tema libero riservato ai detenuti è stato Carmelo LA LICATA (Casa circondariale di Voghera – Pavia) con le poesie “LAMPEDUSA” E “TRIESTE”; secondo classificato Mario TRUDU (Casa circondariale di San Gimignano – Siena) con “LA VITA QUANTO E’ BELLA” e “QUANTA TRISTEZZA”; terzo classificato Noris BUZDUGAN (Casa circondariale di L’Aquila) con “LA SPERANZA”.

Dei tre premiati ha potuto ritirare il premio soltanto Noris BUZDUGAN, mentre i due premi saranno inviati dalla direttrice D’Orazio agli altri vincitori. Le poesie dei detenuti assenti sono state lette da Bartolomeo Giusti.

“Siamo alla quattordicesima edizione del Premio e non è semplice portare avanti un premio di poesie per così lungo tempo – ha spiegato il direttore Bper Marola – noi ci riusciamo portando anche degli ospiti internazionali. Teniamo molto a questa sessione come testimonianza di solidarietà”.

Per la senatrice Stefania Pezzopane “di anno in anno il Premio si è arricchito di nuovi momenti. Oggi è un giorno particolare perché gli studenti sono accanto ai detenuti – ha detto – il premio per i detenuti è stato istituito perché siamo convinti che la cultura non debba essere per pochi. Organizziamo il premio perché vogliamo diffondere la poesia. Sono felice che tra i primi tre classificati c’è un detenuto del carcere dell’Aquila”.

Prima della lettura di alcune sue poesie quali “Macelleria”, “Le mie scarpe” e “Ragazzo prodigio” il poeta Charles Simic ha detto. “Sono onorato di essere qui, è una magnifica occasione nelle cornice di un premio prestigioso. Avevo diciassette anni quando ho iniziato a scrivere e ero convinto che sarei diventato un poeta”.

Simic, arrivato ieri in città ha visitato il centro storico. “Ho fatto una passeggiata in centro storico è stata un’esperienza molto triste ma allo stesso tempo le gru danno grandi segnali di speranza. A questi ragazzi direi che se sentono il bisogno di scrivere devono scrivere. Quando ho iniziato a scrivere sessant’anni fa non avevo la minima idea che sarebbe stata per me un’esperienza di gioia e dolore. Se si sentono di scrivere devo farlo più che possono”.

Il terzo classificato Noris Buzdugan con l’illustre poeta Charles Simic

 

Ha compiuto ventisei anni oggi Noris BUZDUGAN della Romania risultato terzo classificato con la poesia “LA SPERANZA” scritta tre mesi fa. “Non ero un appassionato di poesia, scrivevo per me. Ho detto della vincita del premio alla mia famiglia e la mia speranza è quella di fare il bravo. Ho scritto la poesia nella mia lingua e mi ha aiutato nella traduzione un mio amico. Scrivo ogni tanto, la poesia ti fa stare meglio. Nel tempo libero studio la lingua italiana. La mia storia è in questa poesia”.

 

AGICA – L’Aquila, 23 ottobre 2015

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