Pratola Peligna, in scena Incanto del Florian

Si alza il sipario del Teatro Comunale di Pratola Peligna per il terzo appuntamento del cartellone promosso dal Comune di Pratola Peligna a cura del FLORIAN Teatro Stabile d’Innovazione di Pescara con la direzione artistica di Giulia Basel.

Venerdì 8 febbraio alle ore 21 andrà in scena la produzione del Florian Teatro Stabile d’Innovazione, inCANTO d’amore e di poesia recital teatral-musicale per il 150^ anniversario della nascita di Gabriele d’Annunzio, testi di Gabriele D’annunzio ed Eleonora Duse a cura di Franca Minnucci, con la stessa autrice in scena accanto a Massimo Vellaccio ed il Coro Sant’Andrea di Pescara diretto dal Maestro Onesti; regia Giulia Basel.

Lo spettacolo attraverso i testi poetici e drammaturgici di Gabriele d’Annunzio e del carteggio Duse – D’Annunzio, racconta il complesso e delicato rapporto fra i due artisti dal loro primo incontro fino agli ultimi anni della vita della Divina. Il rapporto tra Eleonora e D’Annunzio è passato alla storia e alla leggenda perché fatto di momenti esaltanti, di successi inenarrabili ma anche di dolori e sconfitte devastanti.

Le lettere sono un documento vivo ed emozionante di una lunga storia d’amore e di passione ma anche di un’intesa artistica tra le più importanti del ‘900.

L’allestimento di questo recital teatrale è agevole ma curato, con una regia che punta soprattutto sulla parola e sul ritmo, sulle parole dei due grandi artisti e sulla maestria degli interpreti, profondi conoscitori dell’universo dannunziano e dell’animo della Duse. La Minnucci, direttore artistico del Museo delle Genti d’Abruzzo, ha pubblicato numerosi studi e saggi su D’Annunzio, tra i quali un significativo contributo sulla Figlia di Iorio e le complesse vicende della sua messa in scena e un altro sul carteggio di Sarah Bernhardt con il poeta pescarese intorno alla Città morta; Massimo Vellaccio è dal 1988 alla guida del Florian Teatro Sabile d’Innovazione. Al coro Sant’Andrea di Pescara diretto dal Maestro Onesti è demandato il compito di sottolineare emotivamente il grande legame di D’Annunzio con la sua terra.

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