Pratola Peligna, al via la terza edizione del premio Città di Pratola Peligna / teatro e territorio il 24 gennaio

Dopo il successo delle passate edizioni torna il Premio Città di Pratola Peligna/Teatro e Territorio promossa dal Comune di Pratola Peligna a cura del Florian Metateatro, alla sua terza edizione. Il Premio si rivolge alle compagnie di teatro del territorio abruzzese che presenteranno dei lavori, sia in italiano che in dialetto. Saranno seguite ogni sera da una Giuria di esperti insieme ad una Giuria popolare.

Si comincia domenica 24 gennaio 2016 ore 17.00 al Teatro Comunale di Pratola Peligna con la Compagnia Le Tamerici di Pescara che presenta

“Rosario Rosario” in ricordo della tragedia di Marcinelle testo e regia di Ludovico Costanzo liberamente tratto dall’opera drammatica in vernacolo abruzzese “Rosario” di Remo Cetrullo. In scena Ludovico Costanzo, Giuseppe Macciòla, Emanuele Macciòla e Barbara Bologna, Annamaria De Sanctis, Ottavio Di Giorgio, Anna Gatto, Emanuele Macciòla, Alessandro Rubino.

Lo spettacolo affronta un tema impegnativo ma lo fa con leggerezza riuscendo ad alternare momenti di riflessione ad altri di schietto divertimento grazie anche ai canti e balli della tradizione abruzzese portati in scena dalla Compagnia popolare degli Abruzzi La Paranzella di Pianella diretta dal M° Crispi Seccia e alle suggestive coreografie del Corpo di ballo diretto da Antonella Del Giudice.

Rosario, reduce dalle miniere di Marcinelle, torna dopo vent’anni di lavoro nel suo paese (quello di Roccacaramanico dove, nel tardo pomeriggio del 10 agosto 1966, si svolge la vicenda) credendo di ritrovare ciò che aveva lasciato ma attraverso il confronto con il vecchio artigiano Berlante, che invece non ha mai abbandonato il paese natìo, comprende che le cose sono fortemente cambiate.

l tema che ha originato questa pièce, è stato il fenomeno dell’ “emigrazione” dei nostri connazionali nel periodo post-bellico, costretti a lasciare il proprio paese per raggiungere una condizione di serenità e benessere che, in particolare nel centro-sud d’Italia, appariva preclusa negli anni della ricostruzione. Innumerevoli sono stati i casi di uomini, di famiglie, che hanno pagato a caro prezzo, con sacrificio e abnegazione, il coronamento dei loro sogni, ma che per questo hanno dovuto abbandonare gli affetti, le tradizioni, la cultura delle proprie radici. L’indirizzo del tema non poteva non condurci al suo episodio più emblematico, ossia alla tragedia occorsa nelle miniere di carbon fossile di Bois du Cazier, a Marcinelle, (8 agosto 1956) dove, su 274 minatori rimasti intrappolati nelle viscere della terra a 975 metri di profondità, si sono contate 262 vittime di cui 136 italiane e delle quali ben 60 erano abruzzesi, queste ultime aventi un età media di circa trent’anni.

Biglietti: intero € 10 ; ridotto € 8 ; professionale € 6 (per artisti e per allievi delle scuole di teatro)

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