Prato, il Florian porta in scena “Sade”

Il Florian Teatro Stabile d’Innovazione approda al Fabbricone di Prato nella prestigiosa stagione del Metastasio con uno spettacolo di Enrico Frattaroli, di cui ricordiamo “La voce a te dovuta” su testi di Pedro Salinas presentata in prima assoluta al Florian Espace lo scorso anno per Flussi/Accadimenti Plurimi, e “Nella Pietra” da ChristaWolf e “ALP & Bloom” da J.Joyce, entrambi con una spendida Anna Paola Vellaccio come protagonista.
Sesso e potere, eros e filosofia: niente è più attuale del complesso pensiero del Marchese De Sade che Enrico Frattaroli porta di nuovo in scena nello spettacolo SADE: opus contra naturam. Voyage en Italie, con Enrico Frattaroli, Franco Mazzi, Anna Cianca, Galliano Mariani, Catia Castagna, MariaTeresa Pascale, Viviana Mancini, Enrico Venturini, Tibo Gilbert. Lo spettacolo, tratto dall’opera del Marchese De Sade, è una produzione del Florian Teatro Stabile d’innovazione/ Neroluce.
Primo tra gli italiani nella classifica del Corriere della Sera dei 10 migliori spettacoli teatrali del decennio 2000-2010, SADE conclude un lungo ciclo composto da cinque spettacoli che Frattaroli ha dedicato dal 2002 al 2007 all’opera del Divin Marchese. Tra dissertazione filosofica e convivio appassionato di personaggi “libertini”, lo spettacolo SADE. Opus contra naturam, che affronta tra filosofia e erotismo la ragione e i più intimi desideri dell’umano, sarà proposto a Prato al Fabbricone, il 3,4, 5 maggio.
SADE Neroluce, SADE cum figuris, SADE ex machina, SADE per speculum sono i titoli che hanno preceduto SADE. Opus contra naturam. Voyage en Italie, ”viaggio” iniziato al Napoli Teatro Festival Italia, proseguito ai Teatri delle Mura di Padova e ai Teatri di Vita di Bologna. Si tratta infatti della mise en voyage dell’opera nelle città italiane visitate da Sade nei suoi due viaggi reali o reimmaginati attraverso le avventure dei suoi personaggi libertini. Più che il voyage di un’opera è un’opera in forma di voyage. Sade: opus contra naturam non viene replicata, infatti, ma ricreata e attualizzata di volta in vola come una costante filosofico-orgiastica da reimmaginare, teatralmente, nei luoghi singolari in cui viene rappresentata e che della rappresentazione vengono a costituire per la loro singolarità, varianti irripetibili.
In Opus contra naturam, sesso e nudità, sangue, catene, pugnali, randelli e fruste diventano strumenti di un discorso filosofico tra i personaggi, che si evolvono parallelamente come grandi filosofi e grandi passionali: ragione, libertinaggio, crimine e omicidio sono rappresentati attraverso operazioni distruttive, in cui la ragione e l’analisi liberano la logica e il pregiudizio dalle forze dell’immaginario. Nello spettacolo di Enrico Frattaroli la depravazione non si riduce mai a brutale espressione di istinti, ma diventa espressione di rituali e cerimoniali, che assumono via via tratti e linguaggi teatrali. Così la passione libertina si infiltra nella scena, in un gioco di ripetizioni e incastri che seguono le precise ed esatte cerimonie della rappresentazione.
“A me urgeva turbare il teatro- il mio, innanzitutto – scrive il regista Enrico Frattaroli – ipotizzando di rappresentarvi proprio ciò che non può essevi rappresentato, ciò che in teatro costituisce un problema perché, ancor prima che per il nostro teatro, è un problema per la nostra coscienza. Non parlo di un problema di forma o di censura, ma di verità: ciò in cui consiste il vero scandalo di Sade”. Continua ancora il regista: “Leggere l’opera di Sade e concepirne una rappresentazione ha sinificato per me, lavorare sadianamente. Il che non vuol dire che io mi sia confuso o immedesimato in Sade, ma che mi sono disposto ad una lettura eccessiva (integrale e continuata), a una dedizione eccessiva (senza limiti prefissati di disponibiltà e di tempo), a un coinvolgimento eccessivo Oltre i limiti professionali normalmente attribuiti al mio ruolo, senza il quale sarebbe rimasto inattingibile, dal mio punto di vista, l’eccesso della scrittura di Sade.”

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