Popoli, GIORNATE FAI DI PRIMAVERA: luoghi da visitare il 19 e il 20 marzo

Chiesa di San Francesco – Dalle fonti storiche risulta essere già costruita nel 1334 con l’annesso convento. Tutta la struttura reca pesanti tracce di restauri succedutisi nei secoli. La facciata infatti presenta la parte bassa databile al 1480 mentre la parte alta conserva le tracce dei restauri seguiti al sisma del 1688. Una imponente scalinata, dominata da leoni lapidei sulla sommità, conduce alla facciata in pietra sulla quale campeggia un ricco portale romanico e un rosone cinquecentesco caratterizzato dalla singolarità di ogni raggio. Al centro di questo spiccano gli stemmi delle famiglie dei Cantelmo e dei Carafa sormontati dai simboli dei 4 evangelisti. All’interno degni di nota solo un affresco della Pietà databile al XV secolo e un paliotto in maiolica di Castelli conservato nella cappella di S. Francesco.

Chiesa della Madonna delle Grazie – Nata come chiesa rurale, venne costruita nel 1576 grazie alle offerte dei contadini che, devoti alla Vergine, scelsero la “Madre della Grazia” a protezione dei loro campi. Dopo il terremoto del 2009, è recentemente tornata ad essere agibile.

Chiesa della SS. Trinità – Attigua alla chiesa intitolata ai SS. Lorenzo e Biagio è databile al 1550 ma ha subito profondi restauri all’inizio del Settecento. Ha una pianta centrale su base ottagonale sormontata da una cupola. La facciata è baroccheggiante ed è scandita da paraste che marcano i due portali laterali, sovrastati da nicchie a guisa di conchiglia, e il portale centrale, con una lunetta superiore percorsa a cornici scolpite. Sulla cima spiccano 4 anfore in pietra variamente decorate. Il campanile è coevo con la costruzione e i restauri della struttura. L’interno, a pianta centrale, conserva una cripta, accessibile dalla sacrestia, utilizzata in passato per una sorta di inumazione per “mummificazione” dei defunti. L’altare maggiore, degno di nota, è attribuito a Nicodemo Mancini e datato al 1750.

Chiesa Santi Lorenzo e Biagio – La chiesa di San Lorenzo è la più antica di Popoli, struttura originaria risale al XII secolo, dalle fonti già nel 1138 e nel 1142 la chiesa era censita tra i possedimenti del territorio. La parte antistante invece e databile al 1562. L’altare maggiore è degno di nota: è datato al 1745 ed è attribuito a Nicola Mancini scultore di Pescocostanzo. L’interno conserva inoltre un pregevole coro in legno settecentesco dei fratelli Bencivenga e un acquasantiera ricavata in un unico blocco di pietra del 1554 e una fonte battesimale del 1612, la tela della madonna con Bambino, la tela della madonna di Costantinopoli (1623).

Chiesa di San Rocco – Costruita addossata alla omonima porta di città, probabilmente seconda la tradizione che vide, dopo la peste del 1656, la costruzione di sacelli e cappelle votive come segno di gratitudine da parte dei superstiti e come usanza apotropaica di porre simbolicamente il Santo protettore sulla porta della città per scacciare le malattie. In origine fu annessa ad un palazzo gentilizio e ricostruita, secondo la testimonianza di un’iscrizione in loco, in stile rococò nel 1774 dal Procuratore locale Giuseppe Muzii.

La Taverna Ducale e Taverna dell’Università – Edificata fra il 1333 ed il 1377, sotto il dominio di Giovanni Cantelmo, IV signore di Popoli, questo gioiello dell’architettura medievale abruzzese conserva lo schema tipico della casa-bottega tardo medievale, e fu quindi osteria, locanda, stazione di posta e cambio dei cavalli. Due i portali che si aprono sulla strada. Di derivazione napoletana (anche se l’origine architettonica è senese) il primo portale è ad arco acuto e dà accesso al salone centrale, in parte coperto da solaio ligneo ed in parte a volte in pietra, mentre il secondo, laterale, consentiva originariamente l’accesso al piano superiore. La facciata è ornata da 8 scudi sanniti, rappresentanti simboli angioini, dei Cantelmo (signori di Popoli) o di famiglie con questa imparentate. Gli scudi sono inframezzati da 7 bassorilievi con figure allegoriche; appena sopra gli scudi ritroviamo 2 bifore divise centralmente da piastrini decorati a traforo e bassorilievo, chiuse da due piccole sculture rappresentanti dei leoni. Sulla facciata è inoltre possibile osservare la tavola del pedaggio, voluta dal duca Fabrizio Cantelmo a fine ‘500, contenente l’elenco delle tasse di passo dovute ai signori del feudo di Popoli. Al suo fianco è possibile ammirare la Taverna dell’Università (1574) fatta costruire dall’Università. Questa presenta un portale in bugnato ed una finestra con cornici scolpite.

Castello Ducale Cantelmo – Il Castello di Popoli è una costruzione realizzata a scopo difensivo nel X secolo, tra il 970 e il 1016 per il volere dei vescovi di Valva, diocesi a cui era soggetta Popoli. Situato a 485 metri sul livello del mare, rappresentava uno dei primi Castelli della Valle Peligna e di fondamentale importanza visto il ruolo che Popoli avrebbe assunto negli anni a seguire, in qualità di “Chiave dei tre Abruzzi”. Il castello aveva una struttura a pianta triangolare con tre torri, il tutto circondato da una doppia fila di muro attorniato dal fossato. Nel 1269 passò ai Cantelmo che seppur mantennero il feudo di Popoli fino al  XVIII secolo, a seguito della costruzione del Palazzo Ducale in città, verso la fine del Quattrocento, decisero di abbandonarlo. Da allora, è rimasto abbandonato fino al 1997, anno in cui l’amministrazione comunale decise di attuare un restauro.

Palazzo Ducale – Quella che oggi porta il nome di Piazza Duchi Cantelmo altro non è che il cortile interno di Palazzo Ducale costruito nei primi decenni del XV secolo, dopo la conseguente perdita di importanza e l’abbandono del castello, essendo ormai cessate le invasioni Barbariche e quindi le esigenze difensive. Il cortile, abbastanza ben conservato, è ciò che resta della costruzione originaria (1480); è di forma trapezoidale e conserva una loggia a tre arcate, raffinatissime bifore, qualcuna deturpata e mancante della colonnina divisoria, e la porta d’ingresso secondaria, la quale, porta al di sopra della trabeazione, un mascherone in pietra, forse Giove o Saturno. Questo è uno degli esempi più interessanti di architettura rinascimentale di tipo abruzzese, oggi riconoscibile solo nella zona del cortile.

Casa natale di Corradino D’Ascanio – In questo signorile palazzo settecentesco, ebbe i natali il geniale progettista Corradino D’Ascanio, sviluppatore in Italia e nel mondo dei primi prototipi di elicottero e della mitica Vespa per conto di Enrico Piaggio.

Portale di Palazzo Verna – Portale del settecentesco Palazzo Verna

Palazzo Villa – Addossato alla Chiesa di San Rocco, Palazzo Villa è uno dei rari esempi di architettura gentilizia del Settecento

Piazza della Libertà, Centro Storico Popoli – Itinerario nel centro storico di Popoli: la Torre Civica, la Fontana dei Mascheroni e le facciate dei Palazzi nobiliari che si affacciano sulla piazza principale del borgo. La Signora delle Acque, “Chiave dei Tre Abruzzi”: suggestivo crocevia tra storia, arte e natura.

Riserva Naturale Sorgenti del Pescara – Istituita con Legge Regionale n. 57 del 31 ottobre 1986, è una delle più antiche aree protette d’Abruzzo. Posta interamente nel territorio comunale di Popoli (PE), si estende su una superficie di circa 50 ettari ai quali vanno aggiunti gli 86 della fascia di protezione. Situata ai piedi del Colle di Capo Pescara, la Riserva è costituita da un limpido e cristallino specchio d’acqua di rara bellezza originato da  una miriade di piccole e grandi polle, con una portata complessiva di circa 7.000 l/s. Questa grande quantità d’acqua, che proviene da Campo Imperatore, permea la roccia calcarea e percorrendo un tragitto sotterraneo di 30 giorni, arriva ai piedi di Colle Capo Pescara dove riaffiora in superficie grazie alla presenza di un terreno impermeabile. Da qui, dopo qualche km, confluendo nel fiume Aterno, da vita al Fiume Aterno-Pescara. Le sponde circostanti sono occupate da un fitto canneto che, insieme allo specchio d’acqua, costituisce l’elemento paesaggistico  principale. Il rilievo di Capo Pescara, formato da rocce calcaree,  rappresenta un ambiente a carattere arido che arricchisce notevolmente la biodiversità dell’intera zona.

Centro Visita del Lupo – Riserva di Monte Rotondo – Il Centro Visita del Lupo è una struttura di proprietà del CFS (Corpo Forestale dello Stato) che si trova sopra l’abitato di Popoli all’interno della ex Azienda Pilota di Monte Corvo (attuale Ufficio Territoriale per la Biodiversità). Ricadente all’interno del Parco Nazionale della Majella, la struttura è inserita in un contesto paesaggistico molto suggestivo sovrastato dalla catena del Morrone, gestito dalla cooperativa Il Bosso, famoso per l’attività di tutela del lupo italico. Il Centro visita gestisce recinti faunistici dove sono presenti lupi, mufloni, cervi, caprioli, cinghiali e daini oltre che rapaci ospitati nelle voliere didattiche.

 

Elenco schede brevi

* Luogo fruibile a persone con disabilità fisica

C Luogo normalmente chiuso al pubblico

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