Pescocostanzo, I riti Pasquali tra culto e tradizione dal 14 al 20 aprile

I riti pasquali in Pescocostanzo mantengono in parte intatte usanze antiche, essi hanno inizio già dal lunedì della settimana di quaresima con la celebrazione delle “quarant’ore” con predica ogni sera e recita da parte della Confraternita Dell’Ufficio Santissimo. Al predicatore e ai confratelli viene offerto del vino caldo insieme ad uno spiedino consumato intorno al grande camino che resta acceso per l’intera giornata. Il mercoledì precedente il venerdì Santo, avviene la recitazione presso l’Ufficio delle Tenebre sempre con il camino acceso.

A seguito di queste giornate preparatorie si giunge al Venerdì Santo con la tradizionale processione del Cristo Morto con l’Addolorata e i simboli della Passione accompagnati dalla Confraternita del Suffragio al completo che intona il “Miserere”, il corteo funebre si snoda lungo le vie del centro storico illuminato solo da torce. Ma è il Sabato Santo il giorno in cui si celebrano gli antichi riti che permangono tutt’ora anche se privi di alcuni di essi, mensionati solo attraverso documenti e ricordi della popolazione “pescolana” più anziana. Nella Chiesa Maggiore il sacerdote benedice i bambini che non hanno ancora ricevutola PrimaComunione.Segue la benedizione dell’acqua e di tronchetti di legno offerti dai cittadini prima dell’accensione del grande fuoco posto su due grandi alari (“capefoche”). Un tempo le persone bevevano l’acqua benedetta offerta dall’officiante e a seguire, prima dello scioglimento delle campane, i fedeli erano chiamati a compiere funzioni o meglio “riti” usando attrezzi in legno che si sostituivano alle campane e che provocavano un suono di richiamo, gli attrezzi in dialetto sono chiamati “j scurdione” e “tric trac”. La Domenicadi Pasqua si celebra con Messa Cantata e organo secondo il Rito Ambrosiano e lettura del Vangelo dal pulpito.

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