Pescara, tutti i premiati de Lu Carrature d’Ore

Con un trionfo di gusto e di premi si è chiusa anche la ventitreesima edizione de Lu Carrature d’ore, l’unico concorso gastronomico regionale per cuochi professionisti, organizzato dall’Associazione Cuochi Pescara con il contributo del Comune di Città Sant’Angelo, dalla Fondazione PescarAbruzzo e della Camera di Commercio di Pescara e con il patrocinio della Presidenza del Consiglio Regionale, della Cia Abruzzo e di Slow Food Abruzzo – Molise.

Nella serata di Gala, che si è tenuta ieri presso l’Hotel “Il Giardino dei Principi” di Città S. Angelo, tra una portata e l’altra dell’interessante cena preparata dal “Team Cuochi abruzzesi”, sono stati svelati i vincitori del concorso, decretati dalla giuria presieduta dal giornalista ed esperto enogastronomico Massimo Di Cintio e composta da Fabrizio Camplone, titolare della pasticceria Caprice e membro dell’Accademia maestri pasticceri italiani; Andrea Di Felice, presidente dell’Unione Cuochi Abruzzesi; Michele Ottalevi, Capo Team Cuochi Abruzzesi; Marcello Spadone, chef di cucina del ristorante La Bandiera; Peppino Tinari, chef di cucina del ristorante Villa Maiella, Domenica Vagnarelli, chef di cucina dell’hotel Cristallo di Giulianova.

Il premio più ambito, Lu’ Carrature d’Ore appunto, è stato assegnato ad Alex Ferretti della Taverna Ferretti di Silvi, che ha conquistato i giudici con il suo Brodetto alla Silvarola, felice e raffinata rivisitazione del classico brodetto. Sul secondo gradino del podio, Ayoub Talji (Degusto Banqueting – Spoltore) con Profumo, l’Abruzzo in sintesi, un mix di profumi e sapori d’Abruzzo, di mare e di terra, che si è portato a casa Lu’ carrature d’Argente. Ha meritato Lu’ Carrature de Bronze il Guazzetto di pesce alla pescarese rivisitato, arricchito di sensazioni di campagna, proposto da Stefano Miani e Brenda Di Malta del ristorante La Giara di Civitaquana.

Due molisani, Giuseppe Corsillo del ristorante nonno Cecchino di Campobasso, e Oscar Scarano de La Rosa dei Venti di Trivento (Cb) si sono invece aggiudicati rispettivamente Lu’ Bocconetto d’Ore, per il Confetto Goloso e il Trofeo Unione Cuochi al piatto più innovativo grazie alla Chitarra affumicata con carpaccio di trota e il suo brodo.

Il Trofeo Angelo De Victoriis-Medori al piatto tradizionale della cucina abruzzese ha premiato invece Le Patane a suche di pesce di Antonina Di Giacomo, del ristorante il Casolare, di Miglianico e ancora una donna, Cinzia Fazzini, dell’Hotel Concorde di Sant’Egidio alla Vibrata, ha ricevuto il Trofeo Consorzio di Tutela Vini d’Abruzzo, dedicato al miglior abbinamento cibo vino grazie ai suoi Anellini di spigola con vellutata di patate allo zafferano, spuma di pecorino di Farindola e riduzione di ratafià con Trebbiano d’Abruzzo Emidio Pepe.

Il dessert Assoluto di Centerba Toro di Claudio Peluso, chef dell’hotel Duca del Sannio di Agnone (Cb) ha conquistato l’omonimo trofeo che ogni anno premia il miglior piatto che utilizza il noto e tradizionale liquore abruzzese.

Infine il trofeo Trofeo Alta Professionalità, istituito proprio quest’anno come riconoscimento al cuoco che ha dimostrato maggiore capacità organizzativa, padronanza della tecnica di preparazione e di esecuzione, ha premiato la capacità di Maurizio Petrucci, della Fattoria Cerreto di Mosciano Sant’Angelo, che ha presentato il piatto La mia tagliata di mare – Filetto di pescatrice in crosta di rosmarino e farina di patate con sformatino ai carciofi e vellutata di Centerba Toro.

“Questa edizione, più di ogni altra in passato, ha dimostrato quanto sia importante tutelare i prodotti e i sapori della nostra tradizione, non rimanendo però fermi a questa, ma perseguendo una filosofia di cucina creativa che può essere il giusto antidoto a un momento di crisi come quello in cui stiamo vivendo e che vede un consumatore sempre più esigente– ha sottolineato Lorenzo Pace, presidente dell’Associazione Cuochi Pescara – non a caso, i piatti che si sono aggiudicati i primi tre premi sono tutti delle felici rivisitazioni di preparazioni tradizionali, ma con una significativa aggiunta di creatività e professionalità da cui oggi non possiamo più prescindere”.

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