Pescara, Testimonianze sull’Olocausto allo Spazio Matta il 24 e 26 gennaio

Florian/FLUSSI Accadimenti Plurimi, il programma di attività culturali del Florian Teatro Stabile d’Innovazione propone in collaborazione con l’Associazione Deposito dei Segni Onlus due giornate dense di appuntamenti importanti in occasione della “Giornata della Memoria”.

Si inizia venerdi 24 gennaio alle ore 18,00 allo Spazio Matta di Pescara con il documentario storico “La Liberazione di Auschwitz”, regia di Irmgard von zur Mühlen. Il documentario mostra tutte le riprese effettuate dagli operatori sovietici dopo la liberazione del campo di concentramento di Auschwitz, tra il 27 e 28 gennaio 1945. Nel documentario viene intervistato il cineoperatore Woronzov, l’unico operatore vivente tra quelli che avevano ripreso la liberazione di Auschwitz, che costituiva il più grande complesso nazista di campi di concentramento a cui facevano riferimento oltre 40 sottocampi, situati per lo più presso gli stabilimenti industriali tedeschi. Ben visibile, dalle riprese aeree, è il complesso industriale della Buna di proprietà della I.G. Farben, gli stabilimenti industriali dove sorsero i campi di concentramento Auschwitz I, Auschwitz II-Birbenau, Auschwitz III Monowitz. Un documentario storico di rara importanza per comprendere il sistema concentrazionario ed il suo perfetto funzionamento.

Al termine della proiezione, alle ore 19,00 seguirà un aperitivo cenato.

Alle ore 21,00 andrà in scena in prima nazionale lo spettacolo “CENERI…2701194527012014”. Testimonianze sull’Olocausto, un progetto artistico di Deposito Dei Segni Onlus di e con Cam Lecce e Jörg Grünert, con musiche originali di Luigi Morleo.

CENERI propone una lettura trasversale del genocidio nazista, riportando l’indicibile storia del Nazifascismo alle sue matrici economiche e finanziarie seguendo il percorso, spesso sotterraneo delle burocrazie europee, dalla guerra agli anni della pacificazione. “ … La prospettiva dalla quale si guarda allo sterminio non è quella degli antecedenti, la repubblica di Weimar o la crisi del ’29 o ancora la disillusione post-bellica degli anni Trenta. Piuttosto emerge con grande chiarezza il calcolo che portò i governi europei a salvaguardare i meccanismi finanziari collaudati durante il secondo conflitto mondiale, la crescita economica ipertrofica delle banche e delle società che supportarono, fino alla fine del conflitto, l’economia della Germania hitleriana e dei suoi epigoni oltrecortina. Lo spettacolo avvicina, senza mai sintetizzarle né fonderle in un discorso unitario, queste non-storie della modernità martirizzata al flusso inarrestabile del denaro e delle transazioni finanziarie attraverso la Deutsche Bank e la Dresdner Bank. Negli anni che vanno dal 1933 al 1942, le banche avviarono e determinarono la costruzione di un monopolio che preparò la guerra e che poi, alla fine di questa, certificò il proprio potere e la propria influenza sull’economia mondiale, nella ricostruzione e nella divisione del mondo in blocchi ideologici contrapposti. Analogamente la I.G. Farben, il complesso industriale della chimica tedesca, proprietario dell’enorme agglomerato industriale che fu Auschwitz, indicò la via dello sterminio attraverso il lavoro, come pure la sperimentazione su cavie umane attraverso un sistema articolato di complicità e connivenze tra i vari apparati dello stato e i diversi settori amministrativi ed economici della società civile. …”

L’installazione CENERI usa la metafora del treno, in cui sono presenti immagini di repertorio dei campi di concentramento, senza spettacolarizzare gli orrori nazisti, dando un senso di continuità del tempo storico che arriva nel presente, per sottolineare la necessità pressante delle informazioni che scaturiscono dalle letture e di come ancora queste informazioni siano indispensabili per la comprensione degli accadimenti odierni e da monito alle società occidentali attuali. Immagini che quasi divengono incomprensibili all’occhio dello spettatore che resta una figura in bilico tra la realtà testimoniata e i bilanci a freddo dell’eccidio e delle risoluzioni post-belliche.

“… Se si volesse trarre un senso, ancora spendibile, dalle testimonianze delle vittime, si dovrebbe finalmente liberarle dal ruolo che la storia le obbliga ad assolvere e ricondurre le loro voci alla singolarità del vissuto individuale mentre noi, estranei ai fatti, diventare testimoni della necessità dell’impegno assunto nel riaffermare, quotidianamente, nel nostro pensare ed agire, il monito espresso dai sopravvissuti di Auschwitz. …”

Gli appuntamenti di questo progetto riprendono domenica 26 gennaio con una replica pomeridiana, alle ore 17,30 di “CENERI…2701194527012014”. A seguire, alle 18,30 si terrà una conferenza dal titolo: “ Fascismo e Nazismo: uno sguardo di genere. Spunti di riflessione”. Interverranno lo storico Enzo Fimiani, Presidente ANPI/Pescara e la storica Sara Follacchio. Una riflessione sul maschile ed il femminile in riferimento al fascismo e al nazismo. La storica Sara Follacchio introdurrà elementi per collocare le donne nella realtà fascista pescarese senza perdere di vista la comparazione tra il contesto generale e quello locale, ripercorrendo l’evoluzione del fascismo femminile in rapporto con i due regimi. Enzo Fimiani interverrà sui plebisciti del periodo nazista e fascista, sulla costruzione istituzionale del consenso di massa attraverso la propaganda politica ed elettorale nel fascismo e nazionalsocialismo.

L’Associazione Deposito Dei Segni Onlus è da anni impegnata nell’idea di un teatro come strumento per lo sviluppo umano, salvaguardia dei diritti umani ed educazione alla pace, come mezzo per la crescita e la formazione della persona, per l’istruzione primaria di tutti i bambini e le bambine, per la parità tra uomini e donne, per il miglioramento della qualità della vita e la salvaguardia dell’ambiente.

Solo per la serata di venerdi 24 gennaio, per chi desidera partecipare alla proiezione del documentario storico, prendere parte all’aperitivo cenato ed assistere allo spettacolo è in promozione un biglietto unico di 12 €. Nelle giornate del 24 e 26 per la sola partecipazione allo spettacolo il costo dei biglietti è 10 € per l’intero, 8 € per il ridotto, 6 € per studenti e artisti.

 

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