Pescara, Teatro Immediato: Luminescenze all’orizzonte

Si è alzato il sipario e si indagano i Confini per il Teatro immediato di Pescara, che continua il proprio lavoro negli spazi di Via Gobetti. Dal 1 al 3 febbraio, lo spettacolo che andrà in scena sarà “Luminescenze all’orizzonte”.
L’1 e 2 febbraio alle ore 21,00. Il 3 febbraio alle ore 18.

Lo spettacolo è liberamente ispirato a “La fine del Titanic” di H.M. Enzensberger, drammaturgia di Vincenzo Mambella, scenografia di Francesco Vitelli, ideazione, progetto e regia di Edoardo Oliva. Le date delle sei repliche: dal 1 al 3 febbraio e dal 8 al 10 febbraio.

Lo spettacolo, che ha avuto una prima tappa di studio cinque anni fa, trae appunto ispirazione dalla “Fine del Titanic”, un’opera in cui Enzensberger riprende la tragedia del naufragio nel quadro della sua analisi negativa del progresso: analisi negativa non in quanto escluda la possibilità di inquadrare il progresso in orizzonti positivi, ma in quanto constata adornianamente che finora esso è stato sempre accompagnato dall’ombra della follia – nella vita degli uomini, nei loro ritrovati e nelle loro teorie -, e che alla fine la somma del progresso è ampiamente soverchiata dalla somma della follia.

In fondo quello del Titanic era solo un viaggio, una distanza da coprire battendo tutti i record di traversata, di lusso e di sicurezza dell’epoca. Si trasformò in una catastrofe. Non “la fine del mondo”, ma come sosteneva Enzensberger un pezzo ed un boccone, una rata della stessa.
Ma in fondo fu solo un viaggio. Che cambiò destinazione in maniera imprevista e per mano di un fato beffardo, che diventò mito e presagio nello stesso tempo, che si trasformò in allegoria per tutti gli ideali “inaffondabili”, che alla fine si concluse, come ogni viaggio.
E come ogni viaggio, conteneva tutte le direttrici di un percorso: direzione, movimento, velocità, distanza, destinazione; e con esse tutte le variabili che possono influenzarle: destino, fortuna, caso, illusione. Ma, soprattutto, conteneva i viaggiatori. Un popolo di fantasmi alle prese con le rotte della propria esistenza, sempre alla ricerca di sogni, certezze, ambizioni, sempre attenti ad evitare gli iceberg della mente, sempre pronti ad afferrare e a respingere le vite degli altri in un crescendo di lucidità ed incoscienza, di speranza e disperazione, di azioni e contrazioni.
Un microcosmo itinerante che in ogni viaggio si affanna per “morire da vivo” e che di ogni viaggio rappresenta la parte più interessante.

“Il Titanic è una specie di modellino di tutti i miti del secolo, il laboratorio galleggiante destinato a scoprire la distanza tra le illusioni e la realtà” ( H. M. Enzensberger)
Lo spettacolo rappresenta l’esito finale di un lavoro che vede protagonisti una nuova generazione di attori del Teatro Immediato, che da anni partecipano alle produzioni della compagnia ed ad un articolato percorso di studi dell’arte teatrale. Nello specifico di “Luminescenze all’orizzonte” hanno affrontato l’impostazione del passo come momento più importante del cammino, più della partenza e dell’arrivo, la sospensione del piede come punto centrale di osservazione. Il rigore e la disciplina del movimento al servizio della creatività e dell’imprevedibilità della mente. La parola come terminale di un’emozione vissuta e faticata, piuttosto che traccia per la restituzione di facili stereotipi.
Questo è stato il senso del viaggio teatrale dentro il Titanic, un viaggio che ha avuto come “comandante” sulla nave il noto sassofonista Carmine Ianieri, reduce da un periodo di lavoro negli Stati Uniti e “guida musicale” dello spettacolo.

Tutte le informazioni sulla stagione del Teatro Immediato.

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