Pescara, spettacolo teatrale “Le stanze di Cechov” il 26 e 27 ottobre

Dopo il grande successo riscosso nel mese di maggio scorso, torna a grande richiesta da parte del pubblico del Florian Espace il progetto artistico “Le stanze di Cechov”, una produzione Florian Teatro Stabile d’Innovazione, a cura di Umberto Marchesani.

Lo spettacolo verrà presentato sabato 26 ottobre alle ore 21 e domenica 27 ottobre alle ore 18 all’interno del programma di attività culturali del Florian Teatro Stabile d’Innovazione Florian/FLUSSI Accadimenti Plurimi, anno terzo.

“Le stanze di Cechov” è uno spettacolo itinerante, immaginato come un percorso all’interno del Florian Espace dove si succedono diverse stanze abitate dai personaggi che verranno condivise dagli spettatori; ogni ambiente scenico è riservato ad ospitare uno dei tre atti unici proposti, tutti sfiziosi ed esilaranti che riflettono con sarcasmo le debolezze della borghesia di allora e la condizione umana dell’uomo di oggi: “Il tabacco fa male”, “L’Orso”, “La domanda di matrimonio”. “Con questa scelta così curiosa e godibile, che rivede anche i concetti di spazio mobile e spettatore attivo, i luoghi del Florian diventano scenari d’atmosfera per ogni atto unico, in cui lo spettatore coglie attraverso l’ambientazione e l’allestimento la condizione psicologica del personaggio” (Cristina Squartecchia, Teatroe spettacolo.org)

In scena Umberto Marchesani, attore stabile della compagnia del Florian e responsabile dell’Atelier Espace, che torna alla regia dopo la fortunata prova registrata con il suo “Amleto”; al suo fianco le brillanti interpretazioni di Emanuela D’Agostino, Andrea Di Bella e Oscar Strizzi; scene e costumi Giulia Basel, regia di Umberto Marchesani.

Non è la prima volta che il Florian si confronta con Cechov: con questi atti unici si vuole iniziare un nuovo viaggio nell’universo di un autore basilare per il rinnovamento del teatro e delle avanguardie storiche e nel contempo avvicinarlo e proporlo alle ultime generazioni che rischiano di non conoscerlo.

Nel monologo “Il Tabacco fa male”, il protagonista Ivan Ivanovic Niucin, interpretato da Umberto Marchesani, spinto dalla moglie, si accinge a fare una conferenza a scopo filantropico sui danni arrecati dal tabacco. Approfittando però dell’assenza della donna, l’uomo trasforma la conferenza in uno sfogo personale in cui racconta se stesso, la sua tragedia umana e la sua incapacità di reagire o magari fuggire dalla moglie “avara, stupida e meschina che per trentatré anni l’ha torturato”. Una pièce comico-grottesca in cui Cechov racconta l’incapacità dell’uomo moderno di realizzare i suoi propositi di libertà perché osteggiato dal soffocante ambiente sociale in cui è costretto a vivere.

Ne “La domanda di matrimonio” fra ruggini antiche di vicinato e comici squarci di vita campestre, si assiste al ruvido approccio fra due rampolli di buona famiglia in cui i battibecchi si alternano a riappacificazioni preludendo a quella che sarà la futura vita matrimoniale. Anche in questo atto unico non ci troviamo di fronte a personalità di rilievo, ma a personaggi che annunciano e talvolta anticipano ridicole figure dai contorni borghesi, esseri puerili, prigionieri di sogni volgari, di ambizioni futili, capaci tutt’al più di piccole rivelazioni, svenimenti e capricciose pulsioni.

Ne “L’orso” troviamo Elena Ivanovna Popola, che dopo la morte del marito si è rinchiusa nella sua casa giurando amore eterno e castità, nonostante il suo defunto marito Nikolas Michajlonc in passato la tradisse e sperperasse il suo patrimonio. Riceve visita da Grigorij Stepanovic Smirnov, ex tenente di artiglieria e proprietario terriero che viene a reclamare il dovuto poiché il defunto marito della Popola gli era rimasto debitore di 1200 rubli. Tra i due nasce una violenta discussione e si arriva addirittura a un duello con la pistola dal finale imprevedibile.

“Riflesso della miseria e fragilità umana, questi atti unici ci lasciano divertiti, riscoprendo ancora la poetica, quanto mai autentica, di uno scrittore-osservatore della psiche umana, grazie a progetti che, come questi, non dimenticano il passato ma riattivano una memoria storica del Teatro” (Cristina Squartecchia, Teatroespettacolo.org).

Il costo del biglietto d’ingresso è di 12 euro per l’intero, 10 per il ridotto e 6 euro per artisti e per gli allievi delle scuole di teatro. Si consiglia la prenotazione.

 

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