Pescara, progetto fotografico “Cicatrici” dal 20 al 22 settembre

Dopo l’anteprima lancianese in Piazza Plebiscito dello scorso maggio l’autobus del progetto fotografico “CICATRICI” si mette in viaggio verso l’AURUM di Pescara. Il 20, 21, 22 settembre sarà visitabile dalle ore 19.00 alle 23.00 presso il Piazzale Michelucci. Nuove immagini e altri percorsi sensoriali per scoprire i segni indelebili del passaggio dell’uomo nel paesaggio abruzzese. Il progetto fotografico “CICATRICI” nasce dall’amore profondo delle due artiste Brunella Fratini ed Eva Laudace per i paesaggi urbani e naturali del territorio natale e da quello più autentico per l’arte come mezzo universale di purificazione e catarsi dagli imbruttimenti che l’uomo crea abitandolo. Il percorso espositivo ricco di fotografie e testimonianze raccolte in diverse località abruzzesi prevede un allestimento unico nel suo genere, ai visitatori saranno forniti gli strumenti di interazione. Le autrici saranno presenti all’evento e accompagneranno i visitatori in questo viaggio metaforico a bordo di un autobus granturismo (messo a disposizione da Sangritana spa) posizionato all’interno del Piazzale Michelucci attraverso le cicatrici d’Abruzzo. La scelta del mezzo come spazio espositivo è da considerarsi parte integrante del progetto. L’autobus è tra i mezzi turistici più utilizzati al mondo ed in qualunque tipo di cultura, sinonimo del viaggiare insieme, mezzo di scoperta dei luoghi con ritmi e tempi che meglio si addicono all’osservazione. E’ metafora imprescindibile del viaggio che l’osservatore fa fuori e dentro di sé: ciò che l’uomo vede nel paesaggio lo segna nell’animo, così come i segni che l’uomo lascia sull’ambiente sono uno specchio in cui cercare o manifestare la propria identità. Vernissage 20 settembre ore 18.30 con degustazione di vini a cura di Cantine Mucci di Torino di Sangro.

SINOSSI:

Ciò che resta scritto sul corpo, in luoghi di ferite rimarginate, è il segno tangibile di un trauma passato. La cicatrice è l’unica soluzione che l’organismo è in grado di restituire alla fine di alcuni processi di guarigione. dove non arriva a rigenerare con precisione le fibre lesionate, il corpo ne crea altre in sua difesa. Il tessuto urbano alterato agisce esattamente come quello umano. La cicatrice però non assume la stessa funzione del tessuto di origine, né può sostituirlo ma funge da sostegno, collante, è un tentativo di cura. Il paesaggio, come il corpo, è testimone di una storia ricca di esperienze e relazioni sociali, di vissuto in senso lato. con l’incuria del tempo ogni luogo ha interiorizzato, quindi, un contenuto di cui mantiene un’ombra quasi visibile, recuperabile attraverso l’energia della memoria e della speranza. Il percorso visivo, iniziato a Vasto (CH), ed esteso al resto dell’Abruzzo, declina la risposta dell’ambiente al passaggio umano mediante semplice osservazione, avvicinamento diretto e perlustrazione. Gli spazi a seguito di fratture, mancanza di senso civico, semplici abbandoni o eventi naturali, si difendono come l’uomo si difende, assorbendo il dolore ed adattandosi autonomamente alla natura, a volte subendo modifiche sostanziali nella loro destinazione d’uso. Lo studio fotografico speculare tra le immagini proposte e la loro ambivalenza, è stato sviluppato con un’attenta ricerca di tracce del remoto in dialogo con lo stato attuale.A volte è emersa una coesistenza armonica di questi due stati temporali, altre volte un riadattamento ambientale, altre ancora una mera umiliazione locale. Con il progetto cicatrici si vuole, in prima istanza, restituire dignità commemorativa ai siti del territorio abruzzese presi in esame e successivamente esorcizzarne l’aspetto doloroso delle cicatrici mettendo in evidenza la possibilità del loro riuso culturale, pubblico o privato che sia, attraverso azioni di recupero e di restituzione alla cittadinanza. Il progetto è ancora oggi da considerarsi un’opera aperta, poiché la lista delle cicatrici individuate dalle artiste nella regione è ancora lunga. Il percorso si concluderà a l’Aquila la ferita più profonda, evidente e dolorosa del nostro territorio.

 

Eva Laudace

Crede nelle persone che hanno il coraggio di dare un nome alle cose e, per questa ragione, usa un quasi pseudonimo. Oggi lavora a Bologna nell’Ingegneria del Tempo Perso. Si mette in mostra volentieri ed è poeticamente corrotta. Vincitrice 2013 InediTO Premio Colline di Torino e finalista Premio Coop for Words 2013 per la poesia, pubblica il racconto E il cagnolino rise nell’omonima antologia (AA. VV. – Tespi Editore, 2009). (Si) cambia spesso quindi accumula difetti. ama i cappelli ed i chupa chups alla mela verde. Purtroppo è allergica alle noccioline.

Brunella Fratini

Creative director per l’agenzia pubblicitaria ABC Grafiche di Vasto, giornalista pubblicista e fotografa, ha lavorato per il Messaggero, L’Unità e collaborato con Dove rivista specializzata di turismo ed enogastronomia. Ha al suo attivo diverse mostre collettive, la partecipazione e la pubblicazione di alcuni lavori su  network come Vogue italia e National Geographic. Collabora con enti pubblici e aziende.

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