Pescara, presentazione libro “Tregesta” l’8 maggio

Venerdì 8 maggio, alle ore 18.00, presso la Sala della Fondazione Pescarabruzzo, in Corso Umberto I 83, a Pescara,si terrà la presentazione del romanzo di Enrico Pierfelice Tregesta.
Presenterà Ubaldo Giacomucci (Presidente Edizioni Tracce).
Interverranno: Nicoletta Di Gregorio (Poetessa) e Alessia Patregnani (Attrice).
Sarà presente l’Autore.
Il Libro:
Tredici personaggi, tredici vite raccontate in prima persona si intrecciano fra le linee di un campo di calcio di campagna dove, tra antiche rivalità e fantasie smisurate, un vecchio professore di filosofia insegna ai ragazzi a cercare il senso del tutto nel volo del pallone e nel mistero di rimbalzi e traiettorie imprevedibili.
Le diverse voci narranti formano una polifonia che restituisce con chiarezza l’affresco di un paese, Tregesta, nel quale i luoghi e le storie che vi aleggiano abbandonano via via la dimensione del quotidiano fino ad attingere alle profondità del sacro e a diventare poi l’anima segreta del romanzo.
Il racconto di ciascun protagonista, oltre a delineare una diversa e originale interpretazione dell’esistenza, evoca personaggi ed eventi che vanno a comporre una storia più grande in cui le sorti della squadra e quelle del paese si ritrovano irrimediabilmente legate. La leggerezza e la libertà del pallone sono così costrette a confrontarsi con i lati oscuri degli uomini e della società, rivelando infine un sorprendente potere salvifico.
Il campo di calcio, con la sua forza allegorica, diventa allora la scena viva sulla quale si consuma la rappresentazione dell’uomo e del mondo, senza mai smettere però di suggerire il senso ultimo del gioco, dove “ciò che conta non è il finale, ma che tu possa continuare a sentire oltre ogni fatica e dolore il rumore che fa il vento quando i tuoi piedi diventano ali; forse non sai o non vuoi dirlo, ma quello è il rumore dei sogni”.
Tregesta è un romanzo corale che, attraverso l’uso sapiente di registri stilistici diversi, riesce a cogliere l’autenticità dei personaggi e a svelare i tratti più intimi della loro umanità.
E se soffiava forte il libeccio andavamo al colle del vento per volare. Lo sentivi arrivare dal basso e risalire la terra alzando cavalloni d’erba alta. Allora bastava aprire le braccia e lanciarsi giù, e quando saltavi chiudendo gli occhi il vento ti teneva in volo per un tempo infinito. Riuscivamo a volare. Braccia larghe ed occhi chiusi. Per un tempo infinito. Il mondo era come se l’avessero appena inventato.
Forse è stato lì che sono diventato libero. Come il vento. Dev’essermi entrato nell’anima e non se ne è più andato. Così, quando Orso stava distribuendo le divise con i numeri e arrivò al sei, lanciò la maglia verso di me senza dire una parola. Gli altri credevano che ne avessimo già parlato. E invece no, ma tutti e due sapevamo che quello è il numero del libero. E che io sono libero.
Enrico Pierfelice è nato a Pescara nel 1970.
È pianista e docente di storia e filosofia nei licei.
Ha pubblicato il volume di racconti Movimenti (Samizdat, 2001) e la raccolta di poesie Dietro il cammino (Tracce, 2003).

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