Pescara, percorsi di riscoperta della letteratura italiana: Ludovico Ariosto

LA LETTERATURA ITALIANA, percorsi di riscoperta, è un progetto a cura di Bruno Nasuti e Teatro Spoglio.
La letteratura Italiana oltre le codificazioni scolastiche, per riscoprire la vitalità della parola letteraria

l’Ingresso è gratuito, ogni giovedì di novembre alle ore 21.00: gli incontri si svolgono nella sala Teatro dei Gesuiti, in via del Santuario 160 a Pescara.

Il 15 novembre, appuntamento con Ludovico Ariosto “Le donne, i cavalier e il disincanto”

L’Associazione Culturale InCheMondoSiamo, propone alla città degli incontri dedicati alla Letteratura Italiana: lo scopo è tornare a riscoprire la vitalità e l’importanza della riflessione letteraria umanistica, confinata troppo spesso a memorie scolastiche, mentre ha sempre da riproporre pensiero, umanità e valori.
In questi periodi di crisi in cui i miti del materialismo vengono scossi alle fondamenta, la letteratura può farci scoprire o riscoprire come pensare e vivere ancora “cose umane”

Gli incontri sono curati da:

Bruno Nasuti
Docente “storico” di Letteratura Italiana e Latinad ei Licei pescaresi, già collaboratore dell’Università D’Annunzio, fomatore presso IRRSAE e altri istituti di formazione superiore dei docenti

Teatro Spoglio
Progetto di ricerca teatrale condotto da Matteo Auciello (Pescara, 1969).
Matteo Auciello debutta in teatro nel 1992 con il Drammateatro, lavorando come attore e musicista in Endzeit (dalle opere di Georg Büchner). Autodidatta per vocazione, a partire dal 1997 sviluppa il progetto Teatro spoglio attraverso un percorso individuale di formazione segnato dall’incontro con alcuni maestri: soprattutto Cesar Brie, Else Marie Laukvik, Mamadou Dioume, Rena Mirecka, Danio Manfredini. Ne deriva un’esperienza alla cui base c’è il training (fisico e vocale): strumento essenziale alla ricerca della presenza e dell’espressività attoriale. Gli spettacoli del Teatro spoglio, prodotti con mezzi poveri e in condizioni di indipendenza economica, nascono – piuttosto cha da un rapporto organico con il mercato teatrale – da ragioni di necessità personale e desiderio creativo.

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