Pescara, pellegrinaggio alla Scala Santa di Campli il 27 febbraio

Si ripeterà sabato prossimo, 27 febbraio, il tradizionale pellegrinaggio alla Scala Santa di Campli, per ottenere l’Indulgenza nel periodo della Quaresima. A organizzare l’iniziativa è stata l’Associazione Fontevecchia in collaborazione con altri gruppi storico-culturali. La giornata di devozione prenderà il via alle 8.30 con la celebrazione della Santa Messa nell’Oratorio del ‘Preziosissimo Sangue’, in via Ofanto 24, a Pescara (alle spalle del nuovo Tribunale), celebrazione officiata in latino, secondo il rito di San Pio V. Subito dopo si partirà alla volta di Campli, dov’è previsto l’arrivo intorno alle 10.45 proprio dinanzi all’ingresso della Scala Santa. “Nel recupero delle tradizioni storiche, culturali e religiose, l’Associazione Fontevecchia ha voluto inserire la riscoperta di uno dei momenti più importanti del periodo della Quaresima, quando – ha ricordato il presidente dell’Associazione Fontevecchia Luciano Troiano – i fedeli, accanto al digiuno e all’astinenza, osservano il rito del salire in ginocchio i 28 gradini in legno d’ulivo della Scala Santa, costruita tra il 1772 e il 1776, anno in cui è stata benedetta e aperta al culto, nel mese di maggio”. Il modello dell’impianto interno della costruzione è simile allo stile lateranense, con due rampe di scale che si raccordano su un unico pianerottolo, dove si trova la grata che consente di vedere all’interno dell’ambiente del Sancta Sanctorum, dinanzi al quale i fedeli si soffermano per affidare le ultime preghiere, al termine dei 28 gradini. Nella piccola cappella ci sono l’altare dedicato al Salvatore, le reliquie dei martiri e dei Santi custodite in reliquiari della Scuola Napoletana, due stauroteche con due frammenti della Croce di Cristo e una tela che riproduce l’effigie di San Francesco d’Assisi. Sulle pareti del pianerottolo due affreschi ricordano le figure di Papa Clemente XIV e di Sant’Elena, madre dell’Imperatore Costantino I, che stringe tra le mani una grande Croce. Secondo la leggenda medievale, la sovrana, durante un suo viaggio in Terra Santa, avrebbe trovato e trasportato a Roma la scala che salì Gesù per arrivare al cospetto di Ponzio Pilato. “L’indulgenza – ha ricordato il presidente Troiano – è invece dovuta al breve apostolico emanato da Papa Clemente XIV, il 21 gennaio 1772, con il quale il Papa stesso concedeva ufficialmente, nel terzo anno del suo pontificato, a Campli lo stesso privilegio dell’Indulgenza plenaria appartenente alla Scala Santa di Roma. Il documento pontificio delegava poi a Monsignor De Dominicis l’incarico di individuare le giornate legate all’indulgenza, ma l’elevato numero di fedeli che tradizionalmente si recava a Campli per tali ricorrenze ha poi reso necessario un successivo intervento presso la Santa Sede per estendere anche ad altri giorni la possibilità di ottenere l’indulgenza. Papa Giovanni Paolo II, il 14 gennaio 2002, ha promulgato una bolla papale in cui, riconfermando le date precedenti, ha riconosciuto l’Indulgenza anche ai fedeli che avrebbero salito la Scala Santa di Campli nel periodo della Quaresima”.

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