Pescara, Ovidio’s Parade: incontro intorno al racconto delle Metamorfosi

Il 7° appuntamento del progetto OVIDIO’S PARADE, che il Gruppo Alhena, guidato da Anouscka Brodacz, sta realizzando da luglio 2012, con appuntamento mensile, intorno al racconto delle Metamorfosi di Ovidio in appartamenti e case private a Pescara e dintorni, ci parla della contesa tra Apollo e Marsia. Si svolgerà oggi, sabato 9 febbraio, alle ore 20,30. Appuntamento solo su prenotazione al 333 3819157

La leggenda narra che Marsia, al seguito della dea Cibele, deliziava con le sue melodie i contadini della Frigia. Costoro proclamavano che nemmeno Apollo con la sua lira avrebbe saputo far di meglio. Ciò provocò l’ira di Apollo che sfidò Marsia ad una gara. Marsia acconsentì e Apollo affidò il giudizio alle Muse. I due contendenti chiusero la gara alla pari, poiché le Muse si dichiararono ugualmente deliziate dalle loro melodie. Ma Apollo gridò allora a Marsia “ Ti sfido a fare col tuo strumento ciò che io farò con il mio: dovrai capovolgerlo e suonare e cantare al tempo stesso”.
Il flauto, come logico, non si prestava ad una simile esibizione e Marsia non potè raccogliere la sfida. Apollo invece rovesciò la sua lira e cantò inni così dolci , che le Muse non poterono fare a meno di dichiararlo vincitore. Allora Apollo, nonostante la sua presunta dolcezza, si vendicò di Marsia scorticandolo vivo.

Secondo il noto mito, Marsia avrebbe sfidato nella gara musicale Apollo, per mostrare la supremazia della musica dionisiaca su quella apollinea, quindi un confronto tra la lira apollinea e il flauto dionisiaco.
Infatti ,nella Nascita della tragedia Nietzsche individua il sileno come portatore della saggezza dionisiaca, ovvero del senso tragico dell’esistenza, celato dai greci stessi attraverso l’apollineo. Marsia sarebbe dunque una semplice pedina all’interno del contrasto superiore tra le due divinità che si fronteggiano, contrasto dalle radici molto profonde che va ben oltre la contesa musicale.
Le vittorie di Apollo sui satiri sono, storicamente, l’allegoria della sottomissione dei Beozia e Arcadia al culto solare della divinità greca ma nascondono un altro significato più universale riguardo alla materia del contendere: la Musica. Apollo, già provetto arciere e avvezzo all’uso della corda in tensione, aveva nella lira uno strumento formidabile, costruito di 7 corde, 7 come le note, naturalmente; 7 come le vocali del tardo alfabeto greco, come le sfere celesti o i colori dell’iride. Questo strumento mistico segna il dominio dell’accordo rispetto alla melodia prodotta dagli strumenti a fiato dei satiri: flauti di origine pastorale e popolana, derivati dalla canna con cui si conducono le greggi. L’armonia che domina e disciplina la melodia nasce con la sconfitta di Marsia. Non solo: il mito sancisce anche l’istituzione della Musica come astrazione umana superiore e Arte Autonoma; non più mimesi dei suoni della natura, ma propulsione creativa che trova in rapporti matematici esatti le fondamenta della sua bellezza.
Nella sfida del 9 febbraio la Musica (Apollo/Globster) fronteggia la Danza (Marsia/Consuelo Rizzardo) massima espressione del dionisiaco per Nietzsche.
Il Marsia che osò sfidare Apollo è sempre definito come pastore-musico, come satiro, come sileno : tutte maschere dell’oscurità dionisiaca.
Questa sfida evoca morte rituale e, altrettanto rituale, rinascita.
Nasce così un percorso catartico capace di modificare lo stesso destino dell’uomo. Si traccia un cammino che gli uomini potranno scegliere d’intraprendere: è in tal senso che, storicamente, la metamorfosi inizia ad assumere il senso di cambiamento di stato che si realizza attraverso un processo d’iniziazione.
In grazia di un rito e d’una musica parimenti sacra, l’uomo di tutte le epoche ha
accettato d’affrontare le terribili prove dell’iniziazione per poter, infine, rinascere a
nuova vita. Percorso che è danza cosmica, che incessantemente crea, distrugge e ricrea la vita.

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