Pescara, musica: al Florian tornano “le stanze di Checov”

Venerdì 17 e sabato 18  maggio alle ore 21 e domenica 19 maggio alle ore 18, torna a grande richiesta, il progetto artistico “Le stanze di Cechov”, una produzione Florian Teatro Stabile d’Innovazione, notevolmente ampliato dopo il già riuscito primo studio iniziale presentato in anteprima a marzo. Il progetto su Anton Cechov è a cura di Umberto Marchesani, attore stabile della compagnia del Florian e responsabile dell’Atelier Espace, che torna alla regia dopo la fortunata prova registrata con il suo “Amleto”. “Le stanze di Cechov” si “ampliano” dunque, di un terzo atto unico, “La domanda di matrimonio”, che come i primi due, “Il tabacco fa male” e “L’Orso”,  è godibile e molto divertente.  In scena Umberto Marchesani, Emanuela D’Agostino, Andrea Di Bella e Oscar Strizzi; scene e costumi Giulia Basel, regia di Umberto Marchesani. Non è la prima volta che il Florian si confronta con Cechov : con questi atti unici si vuole iniziare un nuovo viaggio nell’universo di un autore basilare per il rinnovamento del teatro e delle avanguardie storiche e nel contempo avvicinarlo e proporlo alle ultime generazioni che rischiano di non conoscerlo. Lo spettacolo è immaginato come un percorso all’interno del Florian Espace dove si succedono diverse stanze abitate dai personaggi di Checov e che verranno condivise dagli spettatori.

Nel monologo “Il Tabacco fa male”, il protagonista Ivan Ivanovic Niucin, interpretato da Umberto Marchesani, spinto dalla moglie, si accinge a fare una conferenza a scopo filantropico sui danni arrecati dal tabacco. Approfittando però dell’assenza della donna, l’uomo trasforma la conferenza in uno sfogo personale in cui racconta se stesso, la sua tragedia umana e la sua incapacità di reagire o magari fuggire dalla moglie “avara, stupida e meschina che per trentatré anni l’ha torturato”. Una pièce comico-grottesca in cui Cechov racconta l’incapacità dell’uomo moderno di realizzare i suoi propositi di libertà perché osteggiato dal soffocante ambiente sociale in cui è costretto a vivere.

Ne La domanda di matrimonio” fra ruggini antiche di vicinato e comici squarci di vita campestre, si assiste al ruvido approccio fra due rampolli di buona famiglia in cui i battibecchi si alternano a riappacificazioni preludendo a quella che sarà la futura vita matrimoniale. Anche in questo atto unico non ci troviamo di fronte a personalità di rilievo, ma a personaggi che annunciano e talvolta anticipano ridicole figure dai contorni borghesi, esseri puerili, prigionieri di sogni volgari, di ambizioni futili, capaci tutt’al più di piccole rivelazioni, svenimenti e capricciose pulsioni.

Ne “L’orso” troviamo Elena Ivanovna Popola, che dopo la morte del marito si è rinchiusa nella sua casa giurando amore eterno e castità, nonostante il suo defunto marito Nikolas Michajlonc in passato la tradisse e sperperasse il suo patrimonio. Riceve visita da Grigorij Stepanovic Smirnov, ex tenente di artiglieria e proprietario terriero che viene a reclamare il dovuto poiché il defunto marito della Popola gli era rimasto debitore di 1200 rubli. Tra i due nasce una violenta discussione e si arriva addirittura a un duello con la pistola dal finale imprevedibile.

Dice Umberto Marchesani: “E’ sempre un arricchimento artistico confrontarsi con un autore come Cechov, sia dal punto di vista registico che attoriale. Nel  periodo storico e sociale in cui viviamo è quanto mai utile confrontarsi con gli autori classici e appunto per questo immortali”.

Il costo del biglietto d’ingresso è di 12 euro per l’intero, 10 per il ridotto e 6 euro per artisti e per gli allievi delle scuole di teatro. Si consiglia la prenotazione.

Livia Tammaro

Ufficio stampa

FLORIAN TEATRO STABILE D’INNOVAZIONE

085/4224087   085/4225129    338/7733854

stampa@florianteatro.it organizzazione@florianteatro.it

www.florianteatro.com

 

Print Friendly, PDF & Email

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *