Pescara, mostra “Vorrei Mangiarti – Voce del Verbo Cannibale” dal 3 al 29 febbraio

Sarà inaugurata alle 17 di mercoledì 3 febbraio, presso il Museo D’Arte Moderna “Vittoria Colonna”, “Vorrei Mangiarti – Voce del Verbo Cannibale”, la mostra personale di Pep Marchegiani, uno degli artisti più diretti e irriverenti, considerato ad oggi uno dei maggiori esponenti dell’Arte Contemporanea. Per l’artista si tratta di un vero e proprio “esordio” in città, dove espone per la prima volta. Oggi la conferenza di presentazione di quello che si presenta come evento culturale, artistico e insieme sociale che andrà avanti fino al 29 febbraio, perché coinvolge anche l’Agbe e l’Istituto d’Arte Bellisario. Erano presenti gli assessori a Cultura e Turismo e Grandi Eventi Giovanni Di Iacovo e Giacomo Cuzzi, Pep Marchegiani, Alessia Addari, motore organizzativo, Massimo Parenti dell’Agbe e i 16 giovani artisti coinvolti nella mostra provenienti dall’istituto d’arte Bellisario. “Sono davvero felice di questa mostra, la prima che Pep fa a Pescara – dice l’assessore alla Cultura Giovanni Di Iacovo – Siamo alle prese con un artista intenso, che propone temi che ci appartengono e lo fa con le sue opere d’arte e anche con la giusta provocazione di cui l’arte deve farsi portatrice nel mondo in cui viviamo. Stiamo cercando di dare i nostri spazi a tutti i talenti di cui Pescara dispone, con Pep Marchegiani daremo alla città anche occasione per navigare sui canali nazionali e internazionali su cui viaggiano le sue opere, oltre che un’occasione di confronto con temi che ci interessano e iniziative solidali. E’inutile continuare a dire che non si può lavorare nella cultura, questa esperienza, insieme a tante altre a cui abbiamo dato voce e spazio dimostra il contrario, che la cultura non è più sacrificabile, ma è l’orizzonte su cui investire, perché nutre e parla il linguaggio dei giovani e offre loro opportunità”. “Con la mostra Pescara accoglie un vero e proprio evento non solo di arte, ma anche di solidarietà – aggiunge l’assessore Giacomo Cuzzi – Tutte le nostre maggiori iniziative sono state accompagnate da progetti a sostegno di realtà sensibili, l’Urban Box diventerà il cuore di questa mostra: lì oltre ad essere esposte le opere dei 16 alunni del Bellisario ci saranno anche le magliette che sosterranno l’Agbe e che accompagnano il percorso artistico di Pep Marchegiani, al quale diamo il nostro migliore benvenuto a Pescara!”. “Lavoro da un po’ a questo progetto – confessa l’artista Pep Marchegiani – E sono davvero molto emozionato di portarlo a Pescara, dove non avevo ancora mai esposto. Vorrei Mangiarti-Voce del Verbo Cannibale è un modo per dire che siamo vittime del consumo, produciamo il bello ma è un boomerang: l’essere umano, per sua natura, è avvezzo a produrre oltre i propri bisogni, accumula e smaltisce gli scarti nei mari, nei cieli e all’interno della propria mente. Questo il concept dell’esposizione, che è itinerante, presentata in anteprima a Venezia in occasione della Biennale, prima di Pescara è a Bari: è una somma di riflessioni sui luoghi comuni contemporanei legati al mondo dell’alimentazione, ma anche e soprattutto a quello dell’ambiente e mette insieme rappresentazioni di un futuro che mi auguro non vedremo mai”. “Con l’Agbe c’è un rapporto consolidato – aggiunge Alessia Addari, motore organizzativo dell’evento – Nell’ambito di questa collaborazione abbiamo stabilito di versare parte dei proventi dati dalla vendita delle magliette della mostra perché sostengano i progetti che hanno sul territorio e aiutino anche a riflettere sull’esistenza di ognuno. A proposito vi invitiamo a vivere anche le installazioni all’Urban Box perché accolgono le idee e le riflessioni di ragazzi davvero di talento che appartengono al Bellisario. In mostra saranno presentate circa 25 opere, legate da un immaginario filo, un link fatto di sprezzante ironia tra denuncia di un atteggiamento corrotto e voglia di rivalsa verso un modo di vivere più consapevole e “pulito”. “Siamo partiti da una riflessione sull’esistenza – chiude Federico Barone, uno degli artisti del Bellisario coinvolti – ognuno di noi ha sviluppato il tema in modo proprio in base al risultato verso cui questa riflessione lo ha portato. Abbiamo lavorato su quello che vediamo intorno a noi e sugli input ricevuto dal nostro mondo. Non sono messaggi negativi, dalle riflessioni viene fuori la voglia di fare prendere in mano le iniziative e cambiare ciò che non funziona”.

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