Pescara, mostra “Il tempo qui non vale niente” dal 20 settembre al 31 dicembre

In occasione del convegno internazionale “L’Abruzzo dei contadini nelle inchieste etnolinguistiche di Paul Scheuermeier e Gerhard Rohlfs”, organizzato dall’Università degli Studi dell’Aquila, che avrà luogo il 20 settembre 2014 alle ore 10:00 presso il Museo delle Genti d’Abruzzo – Auditorium “L. Petruzzi”, la Fondazione Genti d’Abruzzo Onlus, sotto la direzione di Ermanno de Pompeis, è lieta di invitarla all’inaugurazione della Grande Mostra “Il tempo qui non vale niente – P. Scheuermeir G. Rohlfs 1923-1930” curata e allestita da Mariano Cipollini, in collaborazione con Alessandra Moscianese e Francesco Perozzi, che si inaugurerà il prossimo 20 settembre alle ore 19 presso le sale del Museo delle Genti d’Abruzzo di Pescara.

IL TEMPO QUI NON VALE NIENTE

Paul Scheuermeier e Gerhard Rohlfs fotografi 1923-1930

La seduzione che il tempo esercita sui nostri pensieri è una continua e immutata costante che ci accompagna fin dal nostro esistere e moltissime sono le chiavi di lettura generate dal suo procedere e dalla sua percezione. La relatività di questi aspetti è spesso legata a fattori totalmente slegati dal suo scorrere e non sempre assoggettata alla sedimentazione del suo svolgersi.

Nel nostro caso il motore di tale processo è attivato in maniera volontaria e determinata dagli scatti fotografici che Paul Scheuermeier e Gerhard Rohlfs hanno effettuato negli Abruzzi, e territori confinanti, dal 1923 al 1930. Un viaggio nella regione che la mostra intende in primo luogo ricostruire attraverso l’archivio fotografico dei due studiosi con una scelta d’immagini la cui forte valenza estetica si fonde con una potenza narrativa e descrittiva dai risvolti altamente emotivi. Un vero e proprio pellegrinaggio nel come eravamo.

Viaggio da intraprendere non solo visivamente per un approfondimento legato al territorio e alle sue tradizioni, ma anche intimamente nel ben più intricato cammino interiore che ciascuno di noi, attraverso questi scatti, può riavviare.

Inquadrature colte e raffinate che, nell’evocare il ricordo dell’itinerario strettamente inerente all’indagine antropologica, ci stimolano a ripercorrere i sentieri necessari per riaccostarci alle nostre radici, riascoltarne le voci e rinverdirne i colori.

Ci inducono a ricongiungerci con un passato non tanto lontano e spesso avvolto volutamente nell’oblio del non ricordo.

Immagini, veri e propri dogmi. Archetipi dell’emotività iconografica Abruzzese. Trascritti in questi splendidi scatti, con estrema onestà intellettuale e arricchiti, nello stesso tempo, da uno sguardo colto e raffinato.

Scene di vita contadina, donne impegnate in lavori domestici, oggetti composti in bell’ordine. Tutte inqua­drature che, oltre a riproporci le sonorità pittoriche degli artisti abruzzesi tra la seconda metà dell’ottocento ed il primo trentennio del novecento, s’impreziosiscono di citazioni che attingono direttamente dalla cultura artistica europea. Nature morte fiamminghe, rarefatte atmosfere alla Vermeer, contadini che lavorano i campi alla maniera di J.-François Millet, ritratti che restituiscono finanche le sperimentazioni visive del neonato cinema muto prefigurando, in alcuni scatti, temi narrativi cari alla cinematografia del ventennio successivo. Evocatrici di antiche litanie, queste foto riescono, in pochi attimi, a trasportarci in un tempo dove passato e futuro coincidono.

Liberando una modernità di linguaggio, atta non solo a testimoniare un apparente passato remoto, riescono a tracciare la strada per ricostruire una storia territoriale spesso interrotta dalla non memoria generata dallo spopolamento conseguente all’emigrazione.

Ci permettono di far riaffiorare quella coscienza collettiva del “come eravamo” aiutandoci a comprendere che il non dimenticare è la chiave indispensabile per riconoscerci, con le nostre peculiarità, in quei valori universali non iscrivibili esclusivamente all’interno di una regione ma rintracciabili nella volontà che accomuna gli uomini nell’affermare un’universale dignità.

 

Mariano Cipollini

SCHEDA TECNICA MOSTRA

 

TITOLO:

 

“IL TEMPO QUI NON VALE NIENTE”

 

Paul Scheuermeier – Gerhard Rohlfs – fotografi- 1923 – 1930

 

A cura di Mariano Cipollini

 

Dal 20 settembre al 31 dicembre 2014

 

Vernissage sabato 20 settembre ore 19.00

 

Progetto mostra curato da Mariano Cipollini

 

Allestimento mostra Mariano Cipollini, Alessandra Moscianese, Francesco Perozzi.

 

Stampe fotografiche curate da Paolo Dell’Elce

 

Catalogo a cura di Mariano Cipollini, Alessandra Moscianese, Antonino Cigno.

 

Ufficio Stampa Adele Ziino Carasi Giulia Smeraldo artcomunicazione@gmail.com

 

SEDE:

 

Museo delle Genti d’Abruzzo

 

Direttore Ermanno de Pompeis

 

Responsabile organizzativo Antonella Giancaterino

 

Via delle Caserme, 24 – 65127 Pescara

 

Tel. 085- 4510026; Fax 085-4516526

 

e.mail: fondazione@gentidabruzzo.it www.gentidabruzzo.it

 

ORARI

 

Lunedi – sabato 9 -13:30; martedì e giovedì 15 –18:30; sabato e domenica 16:30 –20.00

 

Ingresso € 6, ridotto € 3

 

Visite guidate per gruppi e scuole: museo@gentidabruzzo.it.

CONVEGNO INTERNAZIONALE DEGLI STUDI

 

“L’Abruzzo dei contadini nelle inchieste etnolinguistiche di Paul Scheuermeier e Gerhard Rohlfs”

 

Museo delle Genti d’Abruzzo – Auditorium “L. Petruzzi”

 

Via delle Caserme, 60 – Pescara

20 settembre 2014 ore 10.00

 

Parteciperanno alla discussione:

 

Max Pfister (Professore emerito di Linguistica romanza presso l’Università di Saarbrücken, Germania, Direttore del Lessico Etimologico Italiano); Bruno Moretti (Università di Berna,

 

Svizzera, responsabile dell’Archivio AIS e del Fondo Scheuermeier); Franco Lurà (Direttore del Centro di Dialettologia e di Etnografia di Bellinzona, Svizzera); Giovanni Kezich (Direttore del

 

Museo degli Usi e Costumi della Gente Trentina, San Michele all’Adige – Tn); Matteo Rivoira (Università degli studi di Torino, Istituto dell’Atlante Linguistico Italiano); Tullio Telmon

 

(Università degli studi di Torino); Aline Kunz (Università di Berna, Svizzera); Adriana Gandolfi (antropologa); Elisabetta Silvestrini (antropologa).

 

Saranno inoltre presenti anche i curatori del volume “Gli Abruzzi dei contadini 1923-1930”, Edizioni Textus (edizioni 2014) e gli autori dei contributi:

 

Francesco Avolio (Università degli studi dell’Aquila); Francesco Faeta (Università degli studi di Messina); Carla Gentili (antropologa); Glauco Sanga (Università degli studi “Ca’ Foscari” di Venezia); Anna Rita Severini (antropologa).

Saranno presenti i figli dei due studiosi, Robert Scheuermeier e Eckart Rohlfs

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