Pescara, lo spettacolo “Riflessioni Postume” dal 17 al 19 gennaio

Lo spettacolo Riflessioni Postume in scena a Pescara presso lo Spazio Resnuda, in via Carlo Pisacane 9, nei giorni venerdì 17 e sabato 18 gennaio ore 21 e domenica 19 gennaio ore 18. Testo di Achille Campanile. Progetto scenico, interpretazione e regia di Ezio Budini. Posti limitati. E’ necessaria la prenotazione al 3298042178.

RIFLESSIONI POSTUME note di regia

Una perfetta miscela tra ironia e amarezza – punto cardine di tutta la produzione letteraria di Achille Campanile – attraverso cui l’autore si misura con il tema della morte, non in chiave diretta e cioè rappresentandola, ma indirettamente, ragionandoci sopra, costruendo una sua piccola filosofia della morte, o meglio del comportamento umano di fronte ad un fenomeno così immenso e allo stesso tempo evanescente. Un testo esorcizzante, dissacrante, ma profondamente romantico. Un intricato e divertente ragionamento sulla morte. Un sorprendente inno alla vita. Campanile aveva un senso assai profondo della caducità delle cose umane e della morte. Per lui la vita era come “un teatrino, un modesto teatrino di uomini improvvisati, con le quinte di cartapesta e i lumini colorati delle feste, dove da un momento all’altro, in mezzo a tanto affannarsi, senza cattiveria, ma magari soltanto per un banale incidente, il sipario poteva calare per sempre”. Indiscusso precursore di un genere letterario e teatrale, l’assurdo, che verrà successivamente sviluppato e portato ai massimi livelli da autori come Beckett, Pinter e Ionesco, Achille Campanile ci regala con i suoi scritti sconclusionati, sgangherati, improbabili, paradossali, insensati, irrazionali, assurdi appunto, un piacevole e al contempo amaro divertimento, mentre gioca con l’animo umano descritto attraverso le sue mille sfaccettature grottesche, sentimentali, ridicole, malinconiche. Un genio, a mio parere, nel saper sdrammatizzare anche le situazioni più tragiche o penose, semplicemente sorridendo e facendoci sorridere di fronte alla piccolezza dell’uomo nell’universo. Quando mi capitò di leggere Il pensiero della morte, diventato poi Riflessioni postume per il mio spettacolo, pensai subito ad una messa in scena, trattandosi di un testo che, adattato a monologo, mi avrebbe dato la possibilità di affrontare una delle tematiche più amate e temute dai grandi scrittori, la morte, e di farlo alla maniera di Campanile, senza particolari espedienti scenografici o macchinosi, ma semplicemente mediante il potere delle sue disquisizioni agro-dolci, con gli angoletti della bocca all’insù, le zampette di gallina a incorniciare gli occhi e al contempo una lama tagliente a sfiorare le corde dell’animo umano. “Quasi tutto il grande umorismo ha spesso bisogno del dolore perché scatti la molla della comicità”.

Achille Campanile

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