Pescara, libri: incontro con Roberto Gervaso il 22 marzo

L’Inner Wheel Pescara, il Rotary Pescara Ovest – con il patrocinio della Fondazione Pescarabruzzo, organizzano, per sabato 22 marzo,  alle ore 18.00, presso ilMuseo d’Arte Moderna “V. Colonna”, in Via A. Gramsci a Pescara,un incontro con lo scrittore e giornalista Roberto Gervaso, durante il quale si parlerà anche del suo ultimo libro “Lo stivale zoppo” (Mondadori 2013). Introdurranno: Maria Paola Capuani (Presidente Inner Wheel Pescara), Orlando Orsini (Presidente Rotary Pescara Ovest) e Nicoletta Di Gregorio (Poetessa). Interverrà: Nicola Mattoscio (Presidente Fondazione Pescarabruzzi). Roberto Gervaso (Roma, 9 luglio 1937) è un giornalista, scrittore e aforista italiano. Trascorre l’infanzia a Torino con la famiglia. Si laurea in Lettere moderne. Inizia l’attività giornalistica nel 1960 al «Corriere della Sera», presentato da Indro Montanelli. Da Milano ottiene il trasferimento a Roma, dove proseguirà la sua carriera professionale.

Tra gli anni sessanta e gli anni settanta firma, insieme a Montanelli, i primi sei volumi della Storia d’Italia, acquisendo grande notorietà. Negli anni settanta lascia il «Corriere della Sera»; collabora ad altri giornali, lavora in radio e in televisione. Come commentatore politico, a partire dal 1996 e ininterrottamente fino al 2005, ha condotto il programma Peste e Corna e… Gocce di storia, andato in onda dal lunedì al venerdì alle 7:30 su Retequattro. Oggi Roberto Gervaso è collaboratore di quotidiani («Il Mattino», «Il Messaggero») e periodici, inoltre è opinionista e commentatore politico e di costume. È presidente onorario della «European sexual dysfunction alliance» (ESDA). Ha vinto due volte il Premio Bancarella: nel 1967 con L’Italia dei Comuni (scritto con Indro Montanelli) e nel 1973 con la biografia di Cagliostro. Nel 2005 ha vinto il Premio Cimitile con Qualcosa non va (Mondadori).

I libri di Roberto Gervaso sono stati tradotti negli Stati Uniti, Spagna, Portogallo, Francia, Gran Bretagna, Germania, in America Latina, Giappone, Bulgaria e Polonia.

 

Dalla quarta di copertina de “Lo stivale zoppo”:

Mussolini non è morto nell’aprile del 1945. Il corpo esposto in piazzale Loreto non era il suo. Grazie a una fuga rocambolesca con scambio di persona, è riuscito a rifugiarsi in Svizzera sotto mentite spoglie. Lì ha ricominciato una seconda vita trovando lavoro come giornalista (la sua prima passione) per un piccolo quotidiano ticinese. Dopo i primi pungenti articoli, il direttore lo manderà inviato in Italia per una serie di reportage, che racconteranno il nostro paese dalla ricostruzione al ’68, dal rapimento di Moro all’ascesa di Berlusconi, fino alle vicende del governo Letta e della condanna del Cavaliere. Con questo stratagemma narrativo, Roberto Gervaso compone una storia irriverente del nostro Paese, dal trattato di Versailles ai giorni nostri, e ci accompagna in una cavalcata lungo il secolo che ci ha resi quel che siamo.

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