Pescara, incontro culturale con Cecere e Tedeschi alla Mondadori il 7 febbraio

Venerdì 7 febbraio, alle ore 17.30, presso la Libreria Mondadori, in Corso Vittorio Emanuele 105, a Pescara, si terrà un doppio incontro culturale con Ester Cecere e Federica Tedeschi, durante il quale verranno presentati i libri “Come foglie in autunno” (Edizioni Tracce, 2012. Prefazione di Ninnj Di Stefano Busà) e “Le ragazze di via Roma e un ragazzo” (Edizioni Tracce, 2013. Ideato e curato da Federica Tedeschi. Prefazione di Franco Frondaroli. Postfazione di Gemma Martino). Presenteranno: Ubaldo Giacomucci (Presidente Edizioni Tracce) e Daniela Quieti (Giornalista e Poetessa). Coordina Nicoletta Di Gregorio (Vice presidente Fondazione Pescarabruzzo).

Dalla prefazione alla silloge Come foglie in autunno a cura di Ninnj Di Stefano Busà:

In questa sua seconda raccolta poetica, che porta il titolo emblematico Come foglie in autunno, Ester Cecere appare più incisiva e coesa. L’esigenza di controllo sulla parola si fa più avvertita ed emozionata, pure se appartenente ad una scrittura che palesa fortemente il bisogno in sé di dialogare, di esternare il disagio accompagnando la scrittura con accenti suggestivi, che tendenzialmente si sviluppano in più ampie volute d’emozioni, come ad es. “acqua che spenga i sensi” o “fiele in bocca/ il sapore di una vita/ spesa in un alveare pazzo/ senza produrre miele”.

Sono parole decise che preludono a sensazioni di sconforto e ad atteggiamenti più palesi di contrasto, verso quelle ombre che in ognuno hanno ragion d’essere e vanno ridimensionate e superate, con la dovuta indulgenza e il coraggio di saper guardare la vita a testa alta, combattendola nei suoi atteggiamenti più ostili e contraddittori.

Ma quello che questa poesia esprime è molto di più: vi è una nostalgia stemperata al fuoco dell’analisi introspettiva, vi sono le gioie piccole e sincere che “il diafano sipario asciuga”. E vi è la fede del Risveglio con: “Solo ora ti vedo./ Negli occhi senza luce/ del bimbo denutrito/ nella ragazzina violata/…/ nello sguardo smarrito del randagio/ che per tutti chiede perché”.

Dalla quarta di copertina del libro Le ragazze di via Roma e un ragazzo:

In un luogo fisico e dell’anima, una donna accoglie altre donne, ferite dall’esperienza del tumore, si prende cura di loro, mettendosi fianco a fianco durante il tortuoso cammino della malattia. Tutte diventano protagoniste nell’intrecciarsi di relazioni naturali e spontanee vissute con armonia, solidarietà e condivisione.

È questo piccolo mondo, che ha coinvolto anche un uomo e si è esteso anche a donne non pazienti, in cui il confine tra curante e curate è ormai invisibile, a dare un respiro profondo all’antologia.

Prima lo stupore, poi l’entusiasmo e l’impegno degli autori nell’“impresa narrativa” sono segno che i tempi sono maturi per costruire qualcosa che rimanga a testimonianza dell’essere stati e, soprattutto, dell’essere stati capaci di trasformare un’esperienza dolorosa in energia positiva.

E nell’immagine della Nike di Samotracia (ali aperte e corpo proteso in avanti) identifichiamo il trine prezioso di affetti e di emozioni, di sentimenti e di sensazioni che avvolge e unisce i vari racconti: un’atmosfera, non di sconfitta, ma di vittoria, nella rinnovata consapevolezza di voler progettare il futuro.

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