Pescara, in scena “Quando c’era Pippo” il 24 aprile

Il programma di attività culturali del Florian Teatro Stabile d’Innovazione Florian/FLUSSI Accadimenti Plurimi propone, in collaborazione con ANPI-Pescara, in occasione della Festa della Liberazione Nazionale,  giovedì 24 aprile alle ore 21 al Florian Espace, “Quando c’era Pippo”, una produzione Occhi sul mondo – Fontemaggiore, regia Daniele Aureli, spettacolo finalista al Premio Scenario Infanzia 2012.

Lo spettacolo “Quando c’era Pippo” è tratto dal diario di Giulia Re, staffetta partigiana e nonna di Greta Oldoni, tra le protagoniste di questa rappresentazione teatrale molto intensa: la Resistenza e la guerra vista attraverso gli occhi di due ragazzi. Sulle loro teste passa un piccolo aereo da combattimento, ribattezzato Pippo; con le sue bombe entra nella loro vita quotidiana e interrompe la loro libertà.

Creato sui ricordi dei due ragazzi, ormai nonni, lo spettacolo mette in parallelo con grande efficacia la giovinezza rubata di allora con quella di oggi, le analogie e le differenze di due generazioni tanto lontane ma allo stesso tempo così vicine per bisogni e necessità, mettendo l’accento sul valore della vita, sui rapporti umani, sulla dignità, sull’ironia, sulla volontà di credere in un futuro migliore.

Per i i ragazzi è importante confrontarsi con la storia di due persone che hanno combattuto, senza armi, per conquistare e difendere qualcosa in cui credevano. “Quando c’era Pippo” racconta un tempo in cui era difficile sognare, in cui era difficile essere felici, in cui era reato anche ascoltare la radio, eppure, c’era chi lo faceva lo stesso, c’era chi provava a vivere il più possibile, in un modo o nell’altro. Una guerra mondiale, rinchiusa dentro una piccola stanza.

“Ma accanto alla disperazione resiste la volontà di opporsi agli orrori della guerra e della dittatura fascista. Nasce in Giulia Re, come in tanti giovani, la decisione di partecipare a quel grande e unitario moto di popolo che fu la Resistenza contro il nazifascismo. Operai, lavoratori, studenti, donne ancora prive del diritto di voto che conquisteranno nel 1946, proprio per la loro partecipazione alla Guerra di Liberazione, si batterono non soltanto per restituirci la libertà e la democrazia, ma per costruire una società più giusta. Il messaggio che arriva a tutti noi è molto forte: gli ideali e i valori per cui tanti giovani sacrificarono allora la propria vita, quelli cioè della pace, dell’antifascismo, della solidarietà, devono rivivere nei giovani d’oggi per dare un senso alla loro vita e per battersi per un mondo migliore.

Ma un altro messaggio viene trasmesso da questa bellissima rappresentazione.

Non è il lavoro che rende liberi, come beffardamente era scritto all’ingresso del campo di sterminio di Auschwitz. Quel lavoro rendeva liberi dalla vita, perché annientava l’esistenza. E’ la conoscenza che rende liberi. Se non vogliamo essere gregari, ma protagonisti del cambiamento dobbiamo conoscere la storia, quanto è accaduto nel passato, per essere liberi e per costruire una società più giusta.

Questo spettacolo rappresenta uno stimolo a conoscere, ad affinare i propri strumenti culturali, ma soprattutto a rilanciare in una società che sembra aver smarrito la propria identità i valori che furono propri della Resistenza”. (Roberto Cenati

Presidente Anpi Provinciale di Milano). Al termine dello spettacolo, si terrà un incontro con la compagnia e un dibattito a cura di Enzo Fimiani, presidente dell’ANPI di Pescara.

Si consiglia vivamente la prenotazione ai numeri: 085/4224087-085/4225129- 393/9350933.

Biglietti: intero 10,00 euro, ridotto 8,00, ridotto speciale 6,00 (per artisti e allievi delle scuole di teatro).

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