Pescara, in scena gli allievi del laboratorio teatrale del Mediamuseum il 14 giugno

Domani 14 giugno alle ore 21,00, con ingresso libero, al Matta di Pescara saranno in scena i giovani allievi (classe base) del Laboratorio Teatrale del Mediamuseum nello spettacolo “Il povero Piero” da Achille Campanile per la regia di Paolo Rosato e Rossella Mattioli: “benché si sappia quasi con certezza che tutti debbono morire, pure, tutti restano sorpresi del fenomeno e lo considerano un caso incredibile e addirittura impossibile. Udite.” Con queste parole la Voce (che in questo adattamento è poi quella dello stesso Piero) dà inizio a questa esilarante, ma al tempo stesso sottilmente ironica e profondamente arguta commedia di Achille Campanile (Roma 1899 – Lariano 1977), autore poliedrico e di spessore, spesso ingiustamente relegato al ruolo di semplice umorista. Basterebbe il solo prologo, con le situazioni paradossali e contraddittorie in esso mostrate, a far capire come quella di Campanile sia una riflessione (e al tempo stesso una euristica) fredda, lucida e distaccata su quella che è la realtà umana, analizzata qui con rigore scientifico: che poi tali situazioni possano generare risate, ciò dipende in parte dal materiale (e Flaiano diceva che la realtà supera di gran lunga la fantasia), in parte dalla mano sapiente di chi ne ha curato l’orchestrazione. Dopo il prologo, che ha un carattere dimostrativo generale, si passa – con i tre atti della pièce teatrale – all’esame di un caso particolare, quello del povero Piero appunto. Piero è ‘povero’ solo perché è con questo aggettivo che normalmente ci si riferisce alle persone appena scomparse, secondo un ricorrente luogo comune nel quale tutti tendiamo a cadere per automatismo comportamentale. Compito dell’umorismo, inteso qui nel senso più nobile del termine, è quello di farci riaprire gli occhi sulla realtà e, almeno per il breve tempo della fruizione estetica, presentarcela per quello che davvero essa è, con tutte le sue contraddizioni, assurdità, insensatezze. Tra queste, possiamo far rientrare anche le volontà che molti defunti, prima di diventare tali, dettano ai parenti, o a chi per loro, circa il modo di comportarsi a morte sopravvenuta. Ma cosa importerà davvero al defunto, una volta divenuto tale, di quello che gli altri faranno di lui, dopo di lui? In questo senso, o meglio, da questa prospettiva, anche le scelte lucide di Piero, fatte prima della sua morte in nome di una rigorosa logica anticonformista, assumono carattere illogico: Piero stesso non sembra essere del tutto immune dal conformismo contro il quale pure aveva deciso di scagliarsi. La regia, con scelte attoriali a volte grottesche e caricaturali, ma non per questo meno realistiche, mira ad una resa quanto più cruda della vicenda, supportata dal contrasto tra una asettica e quasi paradisiaca scenografia ed una sanguigna e corpulenta colonna sonora che accompagna i punti culminanti della intera vicenda.

I giovani che domani saranno in scena sono, in ordine di apparizione: Francesco Marchesani, Edoardo Ruzzi, Francesco Fatale, Daniela Paciocco, Teresa Del Sole, Olga D’Ilio, Angela Centurione, Maya Di Russo, Enrico Minto, Lisa Pellegrini, Luca Ippoliti, Francesca Perfetto, Pietro Di Marco, Chiara Schirato, Davide Di Rienzo, Pietro Cerritelli, Giuliana Ridolfi, Davide Cherstich, Davide D’Alonzo. Il disegno luci è affidato ad Andrea Micaroni mentre le scenografie sono di Lùcio Rosato.

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