Pescara, in scena “Clitennestra” di Yourcenar l’8 marzo

Si chiama “Clitennestra” ed è uno studio teatrale che sarà portato in scena il prossimo 8 marzo a Pescara, presso lo Spazio ARTIS, in via del Santuario 160. Lo spettacolo è a cura di Domenico Galasso ed è prodotto dal laboratorio del Piccolo Teatro Orazio Costa, che oepra in uno spazio messo a disposizione del Comune di Mozzagrogna (Ch). Il testo è tratto dalla raccolta “Fuochi “ di Marguerite Yourcenar.

“Nato da una crisi passionale, “Fuochi”, si presenta come una raccolta di poesie d’amore, o, se si preferisce, come una serie di prose liriche collegate fra loro sulla base di una certa nozione dell’amore. Come tale, l’opera non ha bisogno di commenti, in quanto l’amore totale, imponendosi alla vittima come malattia e insieme come vocazione, è da sempre una realtà dell’esperienza e un tema fra i più visitati della letteratura” Così scrive Marguerite Yourcenar presentando la sua raccolta. La stessa autrice, dunque, parla di poesia, pur trattandosi formalmente di testi in prosa. Ma la prosa della Yourcenar, sappiamo, ha una densità poetica nella quale desideriamo sprofondare.

“Ogni pensiero – spiega Domenico Galasso – ogni callida iunctura si fa squarcio che illumina tratti del vorticoso e insondabile gorgo di ognuno, avvicinando a quelli del mito i pensieri di ogni lettore, di ogni spettatore”.

Clitennestra, figlia di Tindareo e di Leda, sorella di Elena e dei Dioscuri, sposa di Agamennone, madre di Crisotemi, Elettra, Ifigenia e Oreste, tradì e uccise il suo sposo – e, insieme, l’indovina Cassandra – colla complicità del suo amante, Egisto, cugino di lui.

Omero, Eschilo, Euripide, Livio Andronico, prima; poi Racine e Alfieri; e ancora O’Neill e Sartre in epoca moderna hanno scritto della casa degli Atridi e della regina Clitennestra. Nel testo della Yourcenar, infine, una Clitennestra monologante si impone con tutta la forza di un personaggio che dalla lontana terra del mito si avvicina alla fragile umanità, generando quello che lei stessa definisce “una specie di orribile andirivieni” di emozioni.

Clitennestra si svela a noi in questo studio teatrale portando in piena luce le motivazioni che l’hanno spinta all’uccisione di Agamennone. Il monologo procede a ricostruire quasi olograficamente la regina, attraversando i suoi pensieri, le sue emozioni e le sue azioni dalla ricerca dell’amore fino al compimento dell’omicidio. Alla fine, come da tremila anni, la scena si svuota e delle vite narrate, delle parole dette, delle azioni compiute, non resta che qualche oggetto residuo sulla scena e un segno nella memoria di chi guarda.

La messa in scena è inserita nell’ambito delle attività per la raccolta fondi “ADOTTA UN ALLIEVO”, iniziativa di carattere sociale che mira alla promozione e alla diffusione della cultura teatrale, promossa da Artis in collaborazione con Piccolo Teatro Orazio Costa, e patrocinata dal Comune di Pescara.

In scena Donatella Chiappini, Maria Rita Errico, Maria De Joannon, Alessandra Litterio e Francesca Morgione; i movimenti sono a cura di Miriam Di Nardo Di Maio.

I posti sono limitati: è necessaria la prenotazione.

Print Friendly, PDF & Email

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *