Pescara, ‘Il martirio di San Sebastiano’ l’8 febbraio

Se amore fu, certo non fu amore a prima vista quello tra d’Annunzio e Debussy, due personalità diversissime, accomunate dall’amore per la creazione artistica e da complesse vicende sentimentali, che comunque furono indiscussi protagonisti sulla scena letteraria e musicale europea di fine Ottocento inizio Novecento. I due, infatti, ancora giovanissimi, pur vivendo a Roma negli stessi anni e a poca distanza l’uno dall’altro, tra il 1885 e il 1887, e pur frequentando spesso gli stessi luoghi, forse non si parlarono mai né si cercarono – d’Annunzio tutto intento a frequentare i salotti alla moda e ad affermarsi come giornalista mondano della “Tribuna” e della “Cronaca bizantina”; Debussy, vincitore di una borsa di studio del “Prix de Roma”,  dedito alle sue prime composizioni musicali e a visitare e a commuoversi di fronte alle bellezze della Città eterna, che arrivavano addirittura “a dargli il capogiro”. Eppure fu proprio in quegli anni che il musicista francese compose la Damoiselle élue su testo di Dante Gabriele Rossetti, com’è noto, figlio del vastese  trapiantato a Londra Gabriele Rossetti, e dunque ebbe, sia pure per li rami, un primo approccio con la terra d’Abruzzo. Fu a Parigi, durante il forzato esilio francese di d’Annunzio, che il poeta, che si accingeva a scrivere, dopo una lunga gestazione, Le Martyre de Saint-Sébastien, cercò l’ormai famoso Claude Debussy per la composizione delle musiche per la sua opera. Ne nacque un sodalizio artistico difficile, ma sincero e intenso, che sfociò non solo nell’opera che molti ritengono straordinaria di Debussy e in quella altrettanto affascinante del Vate, ma anche in incontri significativi e in una appassionata corrispondenza tra i due. Del complesso rapporto tra d’Annunzio e Debussy si parlerà nel corso del terzo incontro – dopo quelli con Mussolini e Flaiano – dei Lunedì letterari, nell’ambito della serie “D’Annunzio e gli altri”, promossi dalla Fondazione Edoardo Tiboni per la cultura e dal Centro nazionale Studi dannunziani lunedì 8 febbraio, alle ore 17.30, presso il Mediamuseum, Piazza Alessandrini, 34. Condotto da Dante Marianacci, l’incontro vedrà come relatrice Gabriella Albertini, artista di straordinaria sensibilità, docente di storia dell’arte, diplomata al conservatorio in pianoforte ed esperta di musica, che ha dedicato importanti lavori, sia sotto il profilo creativo, che come studiosa, ai rapporti tra D’Annunzio e Debussy e, più in generale, alle produzioni scenografiche delle rappresentazioni teatrali dannunziane, in parte raccolti nel bel volume Scene e immagini nell’opera dannunziana, che contiene anche una illuminante selezione di bozzetti di scene e costumi, in parte esposti nelle sale del Mediamuseum. Come nei due incontri precedenti, anche questa volta ci saranno intermezzi musicali, introdotti da un breve video del preludio al San Sebastiano eseguito dall’Orchestra del Festival di Lucerna nella direzione di Claudio Abbado, a cura della flautista Valeria Di Pietro, allieva del Conservatorio Luisa d’Annunzio diretto da Massimo Magri, che eseguirà la brevissima composizione di Debussy Siringa e letture di lettere e testi di d’Annunzio e Debussy con gli allievi (Angelica Di Pierdomenico, Luca Ippoliti, Pietro Cerritelli) della Scuola di Teatro del Mediamuseum diretta da Paolo Rosato e Rossella Mattioli.

 

Print Friendly, PDF & Email

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *