Pescara: Frammenti al Mediamuseum

FRAMMENTI Opere di VILMA MAIOCCO e GIANLUIGI MANCINI

Pescara
Mediamuseum
Piazza Alessandrini

Opening 16 ottobre 2012 ore 18:00
Chiusura 25 ottobre 2012 ore 19:00 

Orari: 10:30 – 12:30 17:00 – 19:00 chiuso domenica e festivi
Ingresso libero

Catalogo gratuito presso i locali espositivi
Curatore Roberta Andolfo

www.vilmamaiocco.com
vilmamaiocco@gmail.com

 

VILMA MAIOCCO – il trepido colore delle nebbie del pensiero

Vilma Maiocco: Non più, non ancora

Vilma Maiocco: Non più, non ancora

“(…) Vilma Maiocco si muove incessantemente e fluidamente sul fertile terreno della memoria, degli albori della memoria umana, personale, immagazzinata dal momento più prematuro ed inconscio della vita fino alle scelte evocative più consapevoli che estrapolano di continuo immagini distorte della vita, di ricordi personali, fino a recuperare le suggestioni e le sensazioni sotto forma di simboli o al contrario moltiplicando ed amplificando pochi elementi singoli e solitari intessendone le linee ed i colori in composizioni intricate e pulsanti come se avessero un continuo ritmo di contrazione ed espansione per contenere una sovrabbondanza di emblemi e di particolari di storie (…)”.

“(…) Il suo percorso si serve di richiami al simbolismo, di un nitido purismo di linee e panneggi e segni tracciati con una forza incisiva espressionista che si scontra drammaticamente o s’intreccia solidariamente con la tendenza verso la consistenza e la saggia pienezza di una forma carnosa, mediterranea. Sia nelle versioni estetizzanti di un simbolismo decadente dal sapore baudeleriano di fine secolo, quello scorso, che nelle ultime astrazioni raffinate o caldamente cromatiche, ma senza rinuncia al pathos dell’immagine, continua ad essere caratterizzante questa sorta di urto inestricabile tra margine e macchia di colore, secondo un suggestivo modo di accostare linea e campitura cromatica, lasciandole compenetrare senza annullare la loro rispettiva singolarità (…)”.

 

 

 

GIANLUIGI MANCINI – sospensioni in scorci d’un mondo ancestrale

Gianluigi Mancini: Foresta

Gianluigi Mancini: Foresta

“(…) È importante un tema? Un luogo da esaminare? Piuttosto sono “ i luoghi” così costituiti da queste serigrafie e disegni a china ad alimentare lo sguardo verso l’esterno, proponendoci di ritrovare in ciò che vediamo nel mondo le nostre interpretazioni di vulcani, di uccelli, pesci, tronchi e uova da cui originano cose diverse. Essi ci dicono non tanto come, ma dove guardare. (…)”

“(…) Molti sono gli inviti a cercare il grafismo pulito degli elementi “atavici”, dell’acqua-fonte di vita che scorre nel guscio rotto, della forma albero-collina, capovolgibile, attorniata da elementi che rendono molto bene, soprattutto nelle loro sfumature più calde, una voglia quasi primitiva di serrare lo spazio con sinuosi elementi decorativi. Così l’interesse scientifico dei fossili che ritornano come conchiglie nelle chiome degli alberi, con lo squillare del blu – violetto contro le fini increspature di strisce sottoposte a doratura. Poi ancora la spazialità di foreste di tronchi riempite di minuziosissimi tratteggi a china che animano le superfici lasciando vedere “il contenuto” di corpuscoli vibranti come un formicolio che vivifica la precisione geometrica (…)”

“(…) è come se qui, ovunque, solchi lisci somiglianti a lunghi capelli barbarici aprissero la ferita scorciata della terra, conducente al fulcro di tesori nascosti.”

Print Friendly, PDF & Email

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *