Pescara, “Due partite” l’1 e il 2 dicembre

Per il terzo appuntamento della 50ª Stagione Teatrale della Società del Teatro e della Musica

quattro brave, briose e divertenti giovani attrici italiane

GIULIA MICHELINI – PAOLA MINACCIONI

CATERINA GUZZANTI – GIULIA BEVILACQUA

portano in scena

DUE PARTITE

di Cristina Comencini

testo vincitore del Premio Gassman quale miglior spettacolo e testo della stagione 2006/2007

Una commedia tutta al femminile che mette a confronto due generazioni di donne a distanza di 40 anni, in una raffinata costruzione drammaturgica che alterna momenti di comicità ad attimi di autentica commozione. La regia è curata da Paola Rota.

 

Calendario degli spettacoli:

TEATRO CIRCUS

Martedi 1 dicembre – ore 21

Mercoledi 2 dicembre – ore 17

 

Note di regia

Nel primo atto quattro donne, molto amiche tra loro, giocano a carte e parlano in un salotto. Si ritrovano lì ogni settimana. Nella stanza accanto le loro figlie giocano alle signore, si ritrovano anche loro ogni volta che si incontrano le loro madri. Nel secondo atto le quattro bambine sono diventate ormai delle donne che si vedono nella stessa casa e continuano quel dialogo, interrotto e infinito, sui temi fondanti dell’identità femminile. Sono le stesse attrici che avevamo visto interpretare il ruolo delle madri. Gli eventi che tengono unite queste donne, sono i più naturali e significativi dell’esistenza: la nascita e la morte. La conversazione procede tra di loro con un ritmo incalzante, tragico e comico al tempo stesso, e in questo flusso di pensieri e parole le loro identità si confondono e si riflettono in quelle delle loro madri, in una continua dinamica di fusione e opposizione, come in un gioco di specchi deformanti. La commedia lavora su diversi livelli, è un meccanismo perfetto che alterna momenti di comicità a momenti di vera e propria commozione, ma quello che più mi colpisce è un altro aspetto, fondamentale a teatro, che è quello fantastico, fantasmatico. Le protagoniste di questa storia sono donne che si proiettano madri, madri che immaginano come saranno le loro figlie, figlie che hanno assunto, mangiato e digerito le proprie madri per farsi donne autonome, diverse, opposte, e sorprendentemente vicine. Queste bambine che non vediamo mai e il loro perenne struggimento della crescita sono l’anima di questa commedia.

Paola Rota

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