Pescara, “Ben fatto, non contraffatto”: convegno sul Made in Italy l’1 luglio

La difesa del made in Italy, a cominciare dal settore agroalimentare, rappresenta un obiettivo strategico per il nostro Paese e può dare una spinta allo sviluppo anche in una regione come l’Abruzzo. Di qui l’importanza del convegno, “Ben Fatto, non contraffatto: dal “Made in Italy” all’”Italian sounding”, come promuovere e difendere i nostri prodotti nel mondo”, promosso dal sottosegretario all’Economia,Giovanni Legnini.  Un dibattito a più voci in programma il primo luglioprossimo, a Pescara, alle ore 18, presso il padiglione espositivo del Porto Turistico. Al convegno, oltre al Sottosegretario, parteciperanno il patron di Eataly, Oscar Farinetti e il dirigente generale dell’Agenzia delle Dogane, Giuseppe Peleggi. Subito dopo i saluti di Daniele Becci, presidente della Camera di Commercio di Pescara e di Marco Alessandrini, Sindaco di Pescara , ci sarà il dibattito al quale prenderanno Dino Pepe, Assessore all’Agricoltura della Regione Abruzzo, Niko Romito, chef, ristoratore Reale-Casadonna, Raffaele Cavallo, segretario Slow Food Abruzzo Molise, Danilo di Florio imprenditore e il presidente della Regione Abruzzo, Luciano D’Alfonso. I lavori saranno coordinati dal giornalista Marco Di Fonzo (Sky tg 24).

Oltre un italiano su due (52 per cento) acquista prodotti contraffatti con una netta preferenza per i capi di abbigliamento e gli accessori taroccati delle grandi firme della moda (29 per cento). Secondo una ricerca realizzata dal Censis e dal ministero dello Sviluppo Economico, l’industria del falso fattura ogni anno la cifra astronomica di 6,9 miliardi di euro.  “Per questo – sottolinea il sottosegretario all’Economia, Giovanni Legnini – la difesa del made in Italy, a cominciare dal settore agroalimentare, rappresenta un obiettivo strategico per il nostro Paese e può dare una spinta allo sviluppo anche in una regione come l’Abruzzo”. Il convegno “Ben Fatto, non contraffatto: dal “Made in Italy” all’”Italian sounding”, come promuovere e difendere i nostri prodotti nel mondo”, in programma martedì prossimo, a Pescara,presso il padiglione espositivo del Porto Turistico, sarà un appuntamento dedicato non solo al tema della contraffazione ma anche alla strategia messa in campo dal governo per combattere il fenomeno.  Molto rappresentativo il parterre de relatori: accanto al sottosegretario Legnini, che ha promosso l’incontro, ci sarà il patron di Eataly, Oscar Farinetti e il dirigente generale dell’Agenzia delle Dogane, Giuseppe Peleggi. Una presenza, quest’ultima, non casuale: le dogane, la cui delega è appunto affidata a Legnini, sono da tempo in prima linea nella tutela del made in Italia e nella lotta alla contraffazione. Subito dopo i saluti di Daniele Becci, presidente della Camera di Commercio di Pescara e di Marco Alessandrini, Sindaco di Pescara , ci sarà il dibattito al quale prenderanno Dino Pepe, Assessore all’Agricoltura della Regione Abruzzo, Niko Romito, chef, ristoratore Reale-Casadonna, Raffaele Cavallo, segretario SlowFood Abruzzo Molise, Danilo di Florio imprenditore e il presidente della Regione Abruzzo, Luciano D’Alfonso. I lavori saranno coordinati dal giornalista Marco Di Fonzo (Sky tg 24).

Tornano all’industria del falso, i settori più colpiti sono l’abbigliamento e gli accessori con un giro d’affari del falso di 2,5 miliardi, i cd, dvd e software (1,8 miliardi) e l’alimentare (1,1 miliardi). Ma, nel caso degli alimentari il reato di contraffazione èpiù grave perchè si possono avere anche pericolosi effetti sulla salute e, spesso a differenza degli altri prodotti, la vendita di prodotti taroccati avviene all’insaputa dell’acquirente. A esserne vittima quest’anno è stato quasi un italiano su cinque (18 per cento) secondo l’indagine Coldiretti anche perché le difficoltàeconomiche hanno costretto molti italiani a tagliare la spesa alimentare e a preferire l’acquisto di alimenti più economici venduti spesso a prezzi troppo bassi per essere sinceri, che rischiano di avere un impatto sulla salute. Dietro questi prodotti spesso si nascondono, anche, ricette modificate, l’uso di ingredienti di minore qualità o metodi di produzione alternativi.Non a caso, sempre secondo un sondaggio, le contraffazioni a tavola sono quelle più temute dagli italiani con sei cittadini su dieci (60 per cento) che le considerano addirittura più gravi delle frodi fiscali e degli scandali finanziari. “E’ un fenomeno checolpisce soprattutto le regioni, come l’Abruzzo, che da sempre producono alimenti di qualità – aggiunge Legnini – Controlli più efficaci, nuovi strumenti di tracciamento dei prodotti e, soprattutto, la diffusione di una maggiore cultura della qualità possono dare un contributo importante allo sviluppo e alla crescita della filiera agroalimentare nel nostro territorio. Un volano importante anche per creare nuovi posti di lavoro”.

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