Pescara, Banco Alimentare dell’Abruzzo, Luigi Nigliato confermato presidente

Eletto il nuovo Consiglio direttivo. Le cifre della povertà: in Abruzzo e Molise assistiti quest’anno 44.432 indigenti, il 14,4 per cento in più del 2012.

L’assemblea dei soci dell’Associazione Banco Alimentare dell’Abruzzo Onlus, riunita questa mattina presso la sede in via Celestino V n. 4 a Pescara, ha rinnovato le cariche sociali. Il nuovo Consiglio direttivo risulta composto da Luigi Nigliato, Giulio De Carolis, Carlo Ciommi, Tommaso Paolini, Annafrancesca Marchegiani, Donato Di Renzo e Giuliano Tontodonati. Il collegio dei revisori dei conti è composto da Maria Chiara Rapino, Mario Lombardi e Domenico Zocco. Il nuovo direttivo, riunitosi subito dopo l’assemblea, ha nominato Luigi Nigliato presidente, mentre i revisori hanno scelto Maria Chiara Rapino. I nuovi organi sociali rimarranno in carica per il triennio 2013-2016.

Il Banco Alimentare è attivo in Abruzzo e Molise dove quest’anno dona cibo a 44.432 poveri – di cui 38.254 in Abruzzo e 6.178 in Molise – mediante 252 enti convenzionati (mense dei poveri, associazioni di volontariato, case famiglia, parrocchie, Caritas ecc.), di cui 211 in Abruzzo e 41 in Molise. Nel 2012 i poveri assistiti erano 38.829: l’incremento, dunque, è stato del 14,4 per cento. Sempre l’anno scorso, il Banco ha distribuito 1.647 tonnellate di prodotti, recuperati da imprese agroalimentari, grande distribuzione e Agea (Agenzia per le erogazioni in agricoltura): si tratta di cibo perfettamente commestibile ma destinato al macero per ragioni commerciali, promozionali o di errori di programmazione. Tra il cibo donato rientra anche quello raccolto nel corso della Giornata Nazionale della Colletta Alimentare, che si svolge ogni anno a fine novembre.

Il Banco Alimentare conta su una struttura operativa di cinque dipendenti, il cui direttore è Cosimo Trivisani, e trenta volontari, ed è sostenuto da contributi pubblici e privati, e campagne di raccolta fondi.

“Tra le sfide che attendono il Banco Alimentare nei prossimi anni – dichiara Luigi Nigliato – c’è la diminuzione dei prodotti donati dall’Agea, e la necessità di individuare nuove forme di approvvigionamento incrementando la lotta allo spreco: attualmente, in Italia, si riesce a recuperare ancora molto poco di quello che viene buttato via. Pertanto, il Banco punta ad un maggiore coinvolgimento delle imprese e dei canali di distribuzione”.

 

 

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