Pescara, 50ª STAGIONE CONCERTISTICA 2015/2016: GRUPPO e-MOTION BARBABLÙ il 7 dicembre

Lunedì 7 dicembre Teatro Massimo ore 21

Danza contemporanea

GRUPPO e-MOTION BARBABLÙ

ispirato alla favola di Charles Perrault Regia, coreografia e costumi Francesca La Cava Musica originale e live electronics su pavimento interattivo Concetta Cucchiarelli Assistente alla regia Ilaria Micari (Backstage – Pandora) Scene Edoardo Gaudieri (Accademia di Belle Arti dell’Aquila) Disegno luci Carlo Oriani Ambrosini

Interpreti e collaborazione: Corinna Anastasio Sara Catellani Francesca La Cava Luisa Memmola Manolo Perazzi

 

“Che cosa c’è al di là del visibile?” La giovane natura ingenua comincia a comprendere che se c’è qualcosa di segreto, un qualcosa di proibito, bisogna guardarci dentro, e per guardarci dentro la donna ha bisogno di introspezione, intuito, resistenza, amore tenace, lungimiranza ma soprattutto udito sottile. Coloro che sviluppano la consapevolezza cercano tutto quanto sta al di là dell’immediatamente osservabile,attraverso tutti i sensi e quindi, anche dell’immediatamente udibile. L’esercizio necessario è quello di ascoltare l’intuito, la voce interiore, porsi domande, essere curiosi, ascoltare quello che non si sente, vedere ciò che non si vede. La musica in Barbablù è una coesistenza di musica acusmatica e live electronics (produzione e trasformazione dei suoni in tempo reale, durante l’esecuzione attraverso algoritmi informatici creati ad hoc). La necessità dell’utilizzo di una superficie interattiva e di un live electronics in maniera contrappuntistica rispetto alla musica per supporto è da ricercare nell’anima del lavoro, nel percorso che la donna fa attraverso la storia di Barbablù. Il pavimento interattivo è, in questo caso, in linea con il suo concept, uno strumento per esercitare l’orecchio più profondo e si colloca come mezzo di ascolto ed espressione di quello che è l’inaudibile per ogni donna; lo specchio che la mette di fronte a se stessa e l’amplificatore che la obbliga ad ascoltare quello che c’è oltre. La musica di questo lavoro, parallelamente, è diretta a realizzare una introiezione degli elementi essenziali della storia di Barbablù, come la mancanza di un’integrità di visione, di una profonda introspezione, di una voce originale e di un’azione decisiva. La ricerca condotta sul pavimento interattivo si inserisce in un progetto più ampio, condotto dalla compositrice/media interactive designer, chiamato “Hidden Sounds”. Il progetto si occupa di indagare il suono che sta oltre o dentro le cose, di indagare il suono da una prospettiva diversa rispetto all’ascolto ordinario, un’indagine che porta a cercare nuove possibilità sonore nell’esistente, nel silenzio come nel frastuono, e che attraverso un tipo di apprendimento esperienziale traspone il fenomeno da una dimensione acustica in una dimensione di conoscenza interiore. Ogni suono, così come ogni individuo, contiene infiniti altri suoni, infinite altre possibilità.

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