Pescara, 42° Flaiano Film Festival: la programmazione del 6 luglio

Lunedì 6 luglio il Flaiano Film Festival al Multiplex Arca propone in Sala 5 alle ore 18,00 “Mateo” di Maria Gamboa in versione originale sottotitolata: Colombia, regione centrale del fiume Magdalena. Mateo è un adolescente che vive solo con la madre e subisce il fascino dello zio Walter, arricchitosi come strozzino, un essere umano violento e senza pietà. Per evitare di venire espulso da scuola, Mateo accetta di frequentare un corso di teatro, condotto da un prete che sta cercando di aiutare la comunità ad uscire dalla paura e dalla connivenza con la criminalità. Il corso apre gli occhi al ragazzo sulla pericolosità dello zio, ma potrebbe essere troppo tardi.

La sorpresa maggiore che riserva questo film, firmato da Maria Gamboa e da lei stessa sceneggiato con la collega Adriana Arjona, è la distanza tra il racconto e la messa in scena. Tanto è consueto e semplicistico il primo, tanto è vitale, credibile e appassionante la sua trasposizione in immagini.

Alle ore 20,30 si prosegue con l’ultimo film di Nanni Moretti, “Mia madre”: Margherita sta girando un film impegnato sulla crisi economica italiana dove si racconta lo scontro tra gli operai di una fabbrica e la nuova proprietà americana che promette tagli e licenziamenti. Oltre a dover gestire la complessità del set corale di un film politico, deve fare i conti con le bizze della star italo-americana che ha scelto per interpretare il ruolo del nuovo proprietario; un attore in crisi, ostaggio della sua maschera di divo, qui esasperata dal provincialismo del cinema italiano. Margherita è separata, ha una figlia adolescente che frequenta malvolentieri il liceo classico in ossequio alla tradizione famigliare impressa dalla nonna (insegnante di latino e greco), ha un amante, attore nel film impegnato, mollato all’inizio delle riprese, e una vita confusa, solitaria e complicata. La concentrazione, richiesta per girare un film così difficile, tutto spostato verso il lato pubblico e politico, è minacciata dalle istanze del privato e dall’ombra sempre più densa della possibile morte della madre che la costringe a un confronto difficile e doloroso, soprattutto con se stessa e con il fratello Giovanni, un ingegnere posato che si è preso un periodo di aspettativa dal lavoro per accudire la madre malata di cuore, ricoverata con poche speranze in un ospedale della capitale.

Mia madre è un film profondo e sincero, tanto da essere quasi crudele per il lavoro che compie di scavo ineluttabile e autentico.

Alle ore 22,45 è la volta del cinema francese con “Party Girl”: Angélique ha sessant’anni e per vivere intrattiene da sempre i clienti di un night club. Nel frattempo ha anche fatto quattro figli, la più piccola dei quali è stata data in affido a un’altra famiglia. Ora i clienti si sono fatti più rari, ma Michel, un suo habitué, dopo un periodo di assenza dalle serate al night, torna a ribadirle il suo amore e a chiederle di sposarlo. Angélique sembra dunque apprestarsi a cominciare una nuova vita, in una vera casa, accanto a un uomo che le vuole bene…

In Sala 4 alle ore 18,00 è la volta di “Good Vibrations” di L. Barros D’Sa-G. Leyburn in versione originale sottotitolata: la storia è ambientata nel 1970 a Belfast, nel periodo in cui la città era al centro degli scontri tra Inghilterra e Irlanda e parla di Terri, un ragazzo amante della musica. Mentre i suoi amici imbracciano le armi per contrastare gli inglesi, Terri apre Good Vibrations, un negozio di dischi, nella parte della città più a rischio a causa degli scontri continui tra opposte fazioni. Tramite il negozio molti gruppi punk rock salgono alla ribalta. Motivando i giovani aspiranti musicisti, Terri incoraggia numerose bands a trasformare l’Ulster in un posto dove la vita sia più piacevole.

Alle ore 20,30 replica di “Vergine giurata” di Laura Bispuri per il concorso italiano.

Alle ore 22,45 “Politicamente scorretto-The Hunter S. Thompson’s Gonzo di Alex Gibney: grazie a un amplissimo materiale d’archivio e numerose testimonianze attuali viene ricostruita la complessa personalità del giornalista e scrittore Hunter S. Thompson, meglio noto con lo pseudonimo di Gonzo, che ha segnato indelebilmente il modo di fare cronaca sociale e politica negli Stati Uniti dagli anni Sessanta alla presidenza di Jimmy Carter e oltre. Alex Gibney fa centro ancora una volta con un documentario che affronta tutti gli aspetti di una persona che riuscì a diventare un personaggio fino a finire per essere divorato da se stesso.

In Sala 3 alle ore 18,00 omaggio ad Ingrid Bergman con “Viaggio in Italia” di Roberto Rossellini, ad ingresso libero: Catherine e Alexander Joyce raggiungono Napoli da Londra. Debbono occuparsi della vendita di un immobile ereditato. Sono sposati da otto anni, ma questa è di fatto la prima volta che si trovano per un periodo relativamente lungo da soli. Ciò fa nascere una serie di dissapori che consentono al non detto di emergere spingendoli progressivamente, tra una festa e una visita culturale, a pensare al divorzio.

Alle ore 20,00 grande cinema americano in versione restaurata con “Carlito’s Way” di Brian De Palma: per un cavillo legale, opera del suo avvocato, Charly Brigante, portoricano, detto Carlito, si fa cinque anni di prigione invece di trenta. Era un grande spacciatore di droga, un vero mito. Si reinserisce acquistando la quota di un locale e righerebbe dritto se non fosse per il suo amico avvocato, che lo coinvolge addirittura nell’uccisione di un boss della mafia. Braccato senza pietà viene raggiunto – e non dalla mafia – proprio nel momento di salire in treno per fuggire alle Bahamas con la sua donna, che aspetta un bambino. Il miglior De Palma che racconta alla sua maniera, facendo della cinepresa un altro attore, e senza dimenticare la sua solita scena-madre-in-stazione, che ricorda sin troppo quella degli Intoccabili. Interessante l’artificio di far sentire i pensieri del gangster, già morente all’inizio, secondo un flash-back che ricorda vagamente quello di Holden in Viale del tramonto. Straordinario Al Pacino che, superati i cinquant’anni, ha trovato un’ottima misura di interpretazione.

Infine alle ore 22,45 “Beyond the Circle” di G. R. Biplob in versione originale sottotitolata in inglese: è il secondo film di Golam Rabbany Biplob. Ha ricevuto il Premio di Miglior Regista Emergente in occasione del X Festival Internazionale del Cinema di Shanghai ed il Pavone d’Argento al XXXVIII Festival Internazionale del Cinema di India-GOA, il Premio per il Miglior Film e Migliore Regista conferitogli dall’Associazione Giornalisti Cinematografici del Bangladesh nel 2007, il riconoscimento come Miglior Regista al concorso Lux Channel-I.

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