Pescara, 25° Scrittura e Immagine Film Festival: il programma del 12 novembre

Il 25° Scrittura e Immagine Film Festival domani giovedì 12 novembre presenta una serie di proposte davvero interessanti. Si comincia alle ore 18,30 con l’omaggio a Cicognini e la proiezione di “Stazione Termini” di Vittorio De Sica: un’americana sposata trascorre qualche settimana di vacanza a Roma. Qui si innamora di un professore e ne diventa l’amante. Un giorno, dopo una telefonata da casa, la donna decide di partire. A nulla valgono i tentativi dell’uomo per trattenerla: la paura dello scandalo è più forte di lei, benché giuri allo spasimante che lo amerà per sempre. Alle ore 20,30 Mario Monicelli rende omaggio al grande Nino Rota in “Un amico magico: il maestro Nino Rota”: di Nino Rota hanno parlato le straordinarie musiche da lui composte per una sterminata lista di pellicole, molte delle quali entrate nella storia del cinema italiano; ma nessuno aveva mai  pensato di raccontare il Nino Rota uomo, prima ancora che musicista: ci ha pensato qualche anno fa Mario Monicelli, in compagnia di chi ha conosciuto da vicino il Maestro. “Un amico magico: il maestro Nino Rota” va a colmare una lacuna imperdonabile per il nostro cinema: quella che riguarda appunto uno fra i più grandi compositori italiani di colonne sonore, amico personale e stretto collaboratore di Federico Fellini, ma non solo. In questo documentario parlano infatti di Rota – in interviste appositamente girate o in vecchie dichiarazioni riproposte per l’occasione – Mario Soldati, Suso Cecchi d’Amico, Riccardo Muti, Lina Wertmuller e tanti altri, Monicelli naturalmente incluso. E appare sullo schermo anche il Maestro stesso, in qualche raro filmato di repertorio. Dall’infanzia prodigiosa ai grandi successi in campo artistico, Nino Rota è stato senza dubbio un compositore dall’ispirazione instancabile e sempre fantasiosa, ma anche un sapiente professionista, capace per esempio di riciclare o rimaneggiare le stesse musiche – senza in alcun modo nascondere ciò – per più film, riuscendo però ad accontentare tutti in ogni occasione. Il tono agiografico della ricostruzione della vita e della carriera del Maestro è sminuito dall’informalità delle scene girate ad hoc.

A seguire, la comicità di Stanlio e Ollio protagonisti in “Non c’è niente da ridere” accompagnati dalle musiche di Nicola Piovani: non sempre uno più uno fa due. A volte accade che il risultato sia un duale. Accade che un giorno in uno studio cinematografico, un produttore talentuoso, Hal Roach, decida che due attori che avevano di rado condiviso la stessa scena, insieme funzionino. E nasce così una delle coppie più famose della storia del cinema: Stan Laurel e Oliver Hardy ovvero Stanlio e Ollio. Una carriera non immune da prove, come l’avvento del sonoro, che i due seppero superare senza tradire la loro vis comica. Laurel e Hardy, unitamente a Charlie Chaplin e a Buster Keaton, vanno annoverati tra i giganti del cinema comico, come scoprì ben presto il loro mitico produttore Hal Roach che, la prima volta che li vide insieme, disse ad un suo assistente: “Scritturali! Sono la coppia più comica che abbia mai visto in vita mia”.

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