Pasqua 2016, nota di Berghella

Con la caduta del governo Ranalli, tra le tante negatività che ne conseguiranno, abbiamo condannato il nostro concittadino Publio Ovidio Nasone ad annullare le celebrazioni per il bimillenario della sua morte nel prossimo anno ma, soprattutto, la nostra città a non poter vivere un lungo periodo di eventi ed attrattive per cavalcare la ribalta e la notorietà che tale evento ci avrebbe portato. Attenderemo altri 1000 anni per una tale incredibile occasione, nel frattempo torniamo sereni ai nostri piagnistei e alle nostre piccole beghe di provincia.

Ma in questi giorni si sta prospettando un altro infausto pericolo che ci preoccupa non poco. La Pasqua a Sulmona da sempre richiama migliaia di turisti. Nel 2015, oltre alla “Processione del Venerdì Santo” e alla “Madonna che scappa in piazza” abbiamo aggiunto, con un bel gruppo di associazioni e di giovani motivati, una terza attrazione, per allungare il periodo di permanenza dei turisti, e cioè “Pasquetta che storia” con tutti i siti attrattivi ai piedi del Morrone aperti il lunedì di Pasqua, evento che ha rappresentato un gran bel successo nonostante la neve. La disfatta ranalliana probabilmente non ci consentirà di ripetere l’esperienza per ovvi motivi di mancanza di tempo per le autorizzazioni ma non sarà l’unica défaillance.

Il rischio ben più grave è che il suggestivo quadrato dei cantori del Coro della “Processione del Venerdì Santo”, in polemica con gli alti gradi della Confraternita e con la sua organizzazione, potrebbe trovare, nell’ostracismo alle proprie richieste, il motivo di disertare l’evento anche in un numero molto cospicuo di coristi. Se c’è un momento magico, commovente, mistico, da brivido – ognuno lo chiami come le diverse sensibilità possono suggerire – è quello di vedere incedere quel centinaio di uomini rossi dondolanti ed ascoltare il loro tragico canto. Ve lo immaginate un coro dimezzato? Non crediamo Sulmona meriti anche questo e speriamo che le divergenti posizioni possano trovare una soluzione sulla strada della mediazione.

 

Anna Berghella

Presidente DMC Cuore dell’Appennino

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