Nerito di Crognaleto, “L’erede”: antico rituale il 12 febbraio

Le origini di questo rituale celebrato l’ultimo giorno di Carnevale quest’anno il 12 febbraio 2013, a Nerito, un piccolo paese alle pendici del Gran Sasso, si perdono nel tempo. E’ un antico rituale di presentazione pubblica del primo figlio maschio nato nella famiglia, l’ “erede” appunto, e presenta aspetti propri di alcune forme del Carnevale spagnolo di tradizione popolare di area agricolo-pastorale. E’ un rito maschile ed al contempo collettivo che prevede un corteo di figuranti a cui si uniscono tutti gli abitanti del paese che per l’occasione sospendono ogni attività lavorativa. I figuranti che aprono il corteo sono: il declamante, in abiti da pastore e con indosso una corda a cui sono assicurati dei campanelli, in groppa ad un asino chiamato Carnevale e bardato a festa, colui che sparge la cenere, riposta in un secchio, quattro-cinque ragazzi dal volto dipinto di nero che rappresentano sia l’agricoltore che conduce l’aratro, qui una ‘perticara’, sia i due buoi che lo conducono. A questo nucleo originario, negli anni si sono aggiunte le figure del Vescovo, della “mammina”, un uomo vestito da levatrice, e di due Guardie. Il corteo dei figuranti, preceduto da colui che sparge la cenere lungo il cammino, sosta in ciascuna casa dove vi è il nuovo “erede” da festeggiare, giunto nella casa dell’ “erede” il declamante lo prende con sé, in braccio sull’asino, ed inizia a cantare versi che narrano in chiave burlesca ma veritiera e con abbondanza di riferimenti alla sfera sessuale, le vicende dei maschi della casata di appartenenza del bimbo, segue un piccolo banchetto a cui partecipano tutti i presenti tra canti, danze e bevute. Al declamante, che non deve mai scendere dall’asino, spetta il primo bicchiere di vino ed il primo assaggio del pasto di festa.

Print Friendly, PDF & Email

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *