Montorio, rievocazione storica con battaglia il 15 e 16 giugno

Una delle rievocazioni storiche più sentite del Teramano è La battaglia di Montorio: ripercorre quelle che furono le vicende storiche del comune di Montorio oltre cinque secoli fa. Vediamo la storia.

Nel 1478 le province di Teramo e L’Aquila ricadevano nel regno di Napoli, malgrado ciò L’Aquila parteggiava per lo stato pontificio.

Al conte Pietro Lalle Camponeschi, originario dell’Aquila, era stata affidata la contea di Montorio e di conseguenza i montoriesi parteggiavano anch’essi per lo stato pontificio insieme ad un gran numero di baroni che avevano le terre confinanti con esso. I teramani, invece, erano fedeli sudditi del re Ferdinando II d’Aragona e questo era causa di conflittualità con i montoriesi.

A provocare le ire dei feudatari furono le nuove tasse imposte e il comportamento altero ed imprudente di Alfonso d’Aragona duca di Calabria, che vedeva di malocchio i baroni che erano riusciti ad arricchirsi a scapito della corona e non erano accorsi in suo aiuto nelle guerre da lui sostenute.

Costui si riprometteva di dar loro una lezione. Avvertiti di ciò i baroni si riunirono a Melfi tramando una congiura.

Primo pensiero dei congiurati fu di ricorrere al papa Innocenzo VIII e di sollecitare l’intervento degli Angioini, ma Alfonso d’Aragona, insospettitosi, chiamò a Chieti Pietro Lalle Camponeschi con una scusa per poi arrestarlo spedendolo prigioniero a Napoli.

A questa notizia la città di L’Aquila insorse alzando le insegne del papa. Quasi tutti i baroni parteciparono a questa insurrezione, mentre Teramo, nel timore di ricadere sotto il dominio degli Acquaviva, si schierò dalla parte degli Aragonesi.

Dopo l’arresto del conte Pietro Lalle Camponeschi i cittadini di L’Aquila e di Montorio cominciarono a manifestare pubblicamente contro gli Aragonesi ed in particolare contro Alfonso d’Aragona che, al fine di tenere a freno il malcontento, inviò soldati all’Aquila e a Montorio con il compito di reprimere qualsiasi manifestazione e di esigere le gabelle. Così il 24 giugno, durante la corsa “pazza nuda”, che si teneva ogni anno in occasione della festa di San Giovanni Battista, il comandante della guarnigione aragonese a Montorio, Carlo Mezzafaccia, pur non potendo partecipare alla corsa per via della sua età avanzata e perché non era stato invitato dai cittadini montoriesi, decise di gareggiare.

Durante la corsa, in prossimità della chiesa, fu superato e come era usanza fu bloccato dagli spettatori. Lui, ignaro delle regole, interpretò ciò come un affronto personale e si volle vendicare costringendo la donna più bella presente in quel momento, a baciarlo. Si tratta di Gemma Spada, nobil donna montoriese interpretata da Roberta Di Donatantonio moglie di Siviardo Franchi (interpretato da Luigi Falconi) che si infuriò uccidendo Mezzafeccia (interpretato da Luigi Marietti) e insieme agli altri soldati montoriesi trucidando la guarnigione aragonese in pochi istanti. Questa fu la causa che scatenò l’ira di Alfonso d’Aragona che mosse con il suo esercito aiutato dai teramani verso Montorio per vendicare l’affronto ricevuto.

La battaglia, alla quale presero parte quasi tutti gli stati d’Italia, si svolse nel piano delle Vigne, oggi largo Rosicano chiamato così per l’impressionante bagno di sangue versato dai soldati. Questo noto fatto storico, immortalato da diversi scrittori come Camillo Porzio (La Congiura dei Baroni), Vincenzo Runcini (La Difesa di Montorio) e Quirino Celli (Memorie e glorie di Montorio al Vomàno), si concluse senza vincitori.

La rievocazione è iniziata alle ore 20.30 con il corteo storico dei nobili e dei cortigiani montoriesi, accompagnati dai soldati montoriesi e aragonesi (Compagnia delle Armi e cittadini montoriesi).

Il corteo è partito dai giardini del Comune passando per le quattro contrade di Montorio (San Filippo, il Colle, il Corso e la Strada di sotto) per terminare in piazza Orsini dove ci sarà la consegna del trattato di pace ai notabili teramani.

I nobili montoriesi hanno dato, quindi, inizio ai festeggiamenti con l’esibizione di arceri, chiarine, sbandieratori e tamburi del gruppo storico Città di Corinaldo “Combusta Revixi”; è seguito il palio delle carrozze tra le contrade storiche e la rievocazione della “Battaglia di Montorio” con la possibilità per gli spettatori di poter gustare la cena alla locanda con piatti medioevali.

 

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