Micron, governo in prima fila per salvare lo stabilimento di Avezzano

Governo in prima linea nella vertenza Micron: il sottosegretario Claudio De Vincenti, nella riunione al Ministero dello Sviluppo Economico con i vertici aziendali, i sindacati e le istituzioni locali, con in testa il sindaco di Avezzano, Giovanni Di Pangrazio, respinge al mittente l’annuncio di 700 esuberi messi sul tavolo dal direttore di stabilimento Riccardo Martorelli, e assume un formale impegno a nome del Governo, per ridare una prospettiva di sviluppo al sito di Avezzano. Operazione che, per il sottosegretario del Governo Monti, parte dal “documento sottoscritto da sindaci, Vescovo dei Marsi, Parlamentari e associazioni di categoria”, definito ottimo, inviato al Premier Monti e al Ministro Passera: superamento dell’attuale vincolo del mono-cliente Aptina, controllata peraltro della stessa Micron; diversificazione del business in ottica multi-client aprendo un canale di marketing con colossi europei del settore, come la STM; realizzazione di strutture S&M-Sales&Marketing nel sito di Avezzano per diversificare e personalizzare il portafoglio; creazione della funzione R&D.

Impegno formale apprezzato dai rappresentanti istituzionali che hanno definito “inaccettabile”, invece, l’annuncio a freddo dei “700 esuberi” lanciato dal direttore di stabilimento in avvio dell’incontro. “Non scherziamo con i numeri, vogliamo discutere e parlare di rilancio del sito”, ha affermato Di Pangrazio, accompagnato a Roma dai consiglieri comunali Carlo Tinarelli e Lorenzo De Cesare- “non di esuberi o di dismissioni. Il governo deve fare qualsiasi sforzo mettendo in campo ogni azione volta a costruire il futuro, il management aziendale rifletta. In quest’ottica apprezziamo il riconoscimento del lavoro svolto in sede locale preso come punto di partenza dal Governo”. Sulla stessa lunghezza d’onda il presidente della Provincia, Antonio Del Corvo, che ha sollecitato “la ricerca di altri partner e l’apertura di un tavolo permanente”. Certezze sul futuro e non esuberi il leit-motiv dei sindacati a tutti i livelli, che oltre a incalzare la Micron per sapere su quali partner punta, hanno chiesto a gran voce l’apertura di un tavolo di settore.

Indicazioni alle quali De Vincenti, chiamando Micron a mettere le carte sul tavolo, “prospettiva industriale certa e un piano industriale”, ha legato gli ammortizzatori sociali per tamponare il calo di commesse di Aptina destinate a crollare fino al 30% nei prossimi 4 anni. “Assumo qui l’impegno formale del Governo, che non accetterà nessuna ipotesi di chiusura del sito di Avezzano”, ha affermato De Vincenti, “per costruire insieme un percorso mirato a dare una prospettiva duratura allo stabilimento. L’uscita di scena della Micron di Avezzano non può avvenire senza che emerga l’acquisizione di un partner industriale affidabile e con una proposta per il futuro incentrata sullo sviluppo di nuove tecnologie”. Ora il Sottosegretario, che ha sottolineato anche la necessità di aprire un ragionamento di settore mirato a riposizionare le imprese italiane operanti su scala mondiale, intensificherà i contatti con la Micron, -che si è trincerata dietro un “work in progress” riguardo ai possibili partner con i quali è in trattativa-, per spingere l’azienda ad aiutare la transizione, per poi tornare al tavolo entro due o tre settimane. All’incontro a Roma, dove spiccava l’assenza della Regione Abruzzo, hanno partecipato gli onorevoli Giovanni Lolli e Filippo Piccone, i sindacati a tutti i livelli, il direttore di Micron Italia Sergio Galbiati e il direttore di stabilimento Riccardo Martorelli, il Presidente e l’assessore al lavoro della Provincia di L’Aquila, Antonio Del Corvo e Claudio Tonelli, il sindaco di Rieti Simone Petrangeli, e il capo di gabinetto del sindaco del Comune di L’Aquila, Massimo Cialente.

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